Finti corsi operatore sanitario, disoccupato si toglie la vita

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Disoccupato finisce nel raggiro dei finti corsi e si toglie la vita. "Il suicida è un 45enne che, sopraffatto dalla disperazione per la mancanza di un'occupazione e, vistosi vittima di questa truffa, ha deciso di suicidarsi", ha spiegato all'Adnkronos il colonnello Vincenzo Maresca, comandante dei Nas di Napoli. "I finti corsi, sono stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso - ha aggiunto Maresca - la disperazione anche per aver sborsato più di duemila euro e non aver ottenuto nulla". "Le indagini sono ancora in corso - ha concluso Maresca - non è stato contestato il reato di istigazione al suicidio, il procuratore deve ancora compiere delle verifiche.  

Sei gli arresti dei carabinieri dei Nas di Napoli per la truffa. I militari hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Castrovillari. Gli arrestati hanno organizzato numerosi finti corsi di Operatore Socio Sanitario e Operatore Socio Sanitario con formazione complementare. E sono stati sequestrati centinaia di titoli di studio, ottenuti illegalmente e il sequestro di un'ingente somma di denaro. 

A finire in manette quattro imprenditori, operanti nel settore degli istituti di formazione professionale, due residenti nell'hinterland cosentino e due nel napoletano, e due dipendenti dell'Asp di Cosenza. Dalle indagini svolte dal Nas Carabinieri di Cosenza è emerso che gli arrestati avrebbero organizzato, negli anni 2015/2017, oltre 30 corsi attraverso una scuola professionale, costituita ad hoc in Altomonte, denominata 'Sud Europa', priva di accreditamento alla Regione Calabria. Gli allievi dell'istituto, reclutati nel tessuto sociale calabrese mediante la prospettiva di un facile sbocco lavorativo, pagavano 2mila euro per frequentare evanescenti corsi teorico-pratici in cui veniva loro offerta una formazione professionale del tutto inadeguata, assai distante dagli standard previsti dalla vigente legislazione. Infatti, la normativa nazionale prevede, per il conseguimento del diploma di Operatore Socio Sanitario, la frequenza di un corso almeno 1000 ore comprensive di 450 ore di tirocinio presso strutture sanitarie accreditate. Questo al fine di garantire la massima tutela alle persone verso le quali gli Oss sono tenuti ad esplicare la propria delicata funzione professionale, spesso appartenenti alle fasce più deboli come anziani, disabili e ammalati lungodegenti. Nel caso della scuola Sud Europa, le indagini hanno acclarato che la didattica era gestita in maniera a dir poco superficiale: le lezioni avvenivano inizialmente all'interno di locali di un ex ospedale di Trebisacce (Cosenza), ove lavorano tuttora due degli arrestati, il tutto avente l'unico fine di fornire agli allievi una parvenza di prestigio e ufficialità ai corsi. L'Azienda Sanitaria di Cosenza, poi, venuta a conoscenza dello svolgimento dei corsi in carenza di qualsiasi autorizzazione, ha imposto l'immediata cessazione delle attività, ma il business e le lezioni non si sono interrotte proseguendo all'interno delle sale di un hotel di Trebisacce.  

Al termine di tali percorsi formativi fittizi, gli indagati fornivano anticipatamente ai discenti le soluzioni alle domande dei test degli esami finali, raccomandandosi di impararle a memoria. Le prove finali erano svolte a Napoli, ove gli allievi venivano accompagnati a mezzo di pullman noleggiati dalla stessa associazione, e avvenivano dinanzi alla commissione ufficiale della Regione Campania, ignara del reale percorso formativo dei corsisti.  

Il giro d'affari prodotto, per il solo periodo oggetto d'indagine, ammonta ad oltre 570.000 euro, anch'essi in queste ore sottoposti a sequestro preventivo sui conti correnti della Scuola Sud Europa e degli indagati.