Fioramonti: dimissioni senza fondi? Da ministro a maggior ragione

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Roma, 5 set. (askanews) - "La mia dichiarazione non era sulle merendine a scuola: già come vice ministro avevo proposto delle tasse di scopo sulle bevande zuccherine, merendine e voli aerei, tra tante altre cose, per trovare fondi per la ricerca. La strategia che vorrei proporre al governo è inserire delle tassazioni che da un lato inducano i consumi a diventare più responsabili, fare in modo che i nostri ragazzi possano mangiare sempre più cibo salutare e comportarsi in modo che fa bene al loro benessere; e al tempo stesso trovare risorse da investire nelle attività di formazione e ricerca che migliorano la qualità della vita. Un doppio benessere, un doppio effetto positivo. E' una proposta che rinnovo per finanziare la ricerca e la formazione. E' ovvio che potrebbe non essere sufficiente, è un primo passo, ma almeno il mio lavoro l'ho fatto: non solo chiedere più soldi, ma individuare soluzioni innovative per trovare queste risorse". Così il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti su Rai Radio 1.

La minaccia di dimissioni se in legge di bilancio non si troveranno 2 miliardi per la scuola e 1 per l'università, ha spiegato, "non è una dichiarazione di oggi: ho iniziato quest'anno dicendo che se nella ricerca non avessimo trovato un miliardo in più mi sarei dimesso. E' ovvio che prima ero vice ministro, ora da ministro non posso fare un passo indietro: a maggior ragione mi impegno affinchè quello sia un risultato. Non è una possibilità ventilata oggi prima di giurare, è un anno che parlo di un impegno importante: è ovvio che rimango coerente sulla base di quanto detto".

"Ho fatto delle proposte già da vice ministro per arrivare a circa un miliardo e 700 milioni di euro, attraverso delle piccole tasse di scopo. Se io volo a New York domani, il volo mi costa 700 euro, propongo una tassa di 2 euro su quel biglietto che possa andare alla ricerca e alla formazione: riusciamo ad ottenere in questo modo circa 400 milioni di euro. Tasse di questo tipo fanno bene al pianeta, a noi stessi, alla ricerca e alla formazione. Non voglio fare il discorso solito della coperta troppo corta, ma trovare la possibilità di generare nuovi introiti, che non vadano a togliere nulla a nessun'altra azione dello Stato", ha concluso il ministro.