Fioramonti lancerà il suo gruppo parlamentare: al centro l’ecologia

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Meno di due giorni dopo la sua uscita dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, l’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti parrebbe già in pole position per la formazioni di un suo gruppo autonomo alla Camera dei Deputati. Il fu esponente pentastellato potrebbe nei prossimi giorni varare la sua nuova creatura politica, che stando ad alcune indiscrezioni di palazzo sarebbe di impronta ecologista avrebbe già alcuni parlamentari pronti a passare tra le sue fila.

Nuovo gruppo parlamentare per Fioramonti

La formazione politica di Fioramonti si dovrebbe chiamare “Eco”, a sottolineare i due pilastri fondanti del movimento: l’ambientalismo e l’economia. Proprio per questo motivo nei giorni scorsi l’ex ministro si è incontrato con il leader dei Verdi Europei e con alcune esponenti dell’area di centrosinistra, sia del Pd che di LeU, come Andrea Orlando, Graziano Delrio e Stefano Fassina. Probabile obiettivo di Fioramonti sarebbe infatti quello utilizzare il suo nuovo gruppo parlamentare per traghettare il M5s nella galassia del centrosinistra, facendogli abbandonare le tematiche più affini alla destra sovranista che tanto funzionarono nel primo governo Conte.

Sono in molti all’interno del Parlamento italiano a vedere con favore la nascita di un nuovo polo ambientalista, che possa far riemergere dall’oblio alcune tematiche care agli attuali partiti progressisti europei. Il prossimo 12 gennaio a Roma infatti, Civati, Montanari e Ragosta lanceranno ufficialmente il Partito Ecologista, una formazione che in caso delle prossime elezioni potrebbe facilmente allearsi con la nuova formazione di Fioramonti e con gli ambientalisti provenienti dal mondo Dem.

Gli altri fuoriusciti dal M5s

Nei prossimi giorni almeno una decina di parlamentari del M5s seguiranno molto probabilmente Lorenzo Fioramonti nella sua nuova impresa politica; tra questi i deputati Gianluca Rospi e Nunzio Angiola, che già in precedenza avevano mostrato vicinanza all’ex ministro.

Nel frattempo, il Movimento sarà costretto ad affrontare ulteriori grane al Senato della Repubblica, dove alcuni senatori 5s stanno preparando una mozione interna al partito in merito al cambiamento dello statuto e in particolare al meccanismo di rendicontazione. Sono infatti molti i parlamentari pentastellati a non versare più le quote mensili in polemica con la gestione del Movimento da parte della Casaleggio Associati.