Fioramonti lascia, acque agitate nel governo

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Acque agitate nel governo dopo le dimissioni del ministro per l'Istruzione Lorenzo Fioramonti. Il premier Giuseppe Conte punta a una successione che metta subito a tacere le polemiche, ma nei 5 Stelle è scontro, con l'accusa allo stesso Fioramonti di mancato versamento dei rimborsi parlamentari al gruppo. Stando al sito delle restituzioni che i parlamentari sono tenuti a trasferire, consultabile online, non rendiconta nulla da un anno esatto. 

"Trovo stucchevole che chi professi coraggio agli elettori poi scappi dalle responsabilità politiche. Se hai coraggio, non scappi. Se condividi davvero una battaglia, non scappi, ma mangi sale quando devi e porti avanti un progetto (ammesso che lo si abbia mai realmente condiviso)", scrive su Facebook la ministra per la Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone. "Dividere l'opinione pubblica scappando dalle responsabilità con scuse variopinte - aggiunge - premia nell'immediato. La stampa ha bisogno di gossip, ma le persone hanno bisogno di gente che sappia governare. Governare è difficile, perché riduce al nulla gli slogan o le promesse senza criterio. Governare non è per tutti, perché bisogna parlare poco e lavorare molto. Governare spesso non è trendy, non è pop e non è 'social'. La coerenza è per lo più un pregio, ma a volte rischia di sconfinare nella sterile testimonianza che, peraltro, si addice poco a chi occupa posizioni di responsabilità. La perseveranza, invece, è coerenza che si fa impegno quotidiano e punta a cambiare, nel tempo e con concretezza, le cose". "Il coraggio in politica è anche ammettere che non si è in grado di governare, è saper chiedere scusa se non si ha più coraggio. Il resto non è certamente coraggio, sono scuse, incapacità, protagonismo, gossip. Tutto alla fine viene a galla. Tempo al tempo... che come sempre - conclude Dadone - saprà essere galantuomo!".  

Per il deputato M5S Emilio Carelli "proprio ora che il Movimento 5 Stelle ha rilanciato la propria azione politica attraverso una nuova organizzazione interna che risponde alle esigenze dei cittadini sul territorio spiace registrare le dimissioni del ministro Fioramonti. È veramente un peccato che non abbia continuato a lavorare come tutti noi, nonostante le difficoltà, per migliorare il quadro complessivo della situazione. Le sue sono dimissioni ancor più incomprensibili in quanto nell'abdicare alle proprie responsabilità di governo, accusando il governo stesso, promette appoggio all'esecutivo che ha appena abbandonato". "Stupisce quindi -aggiunge- che dia le dimissioni affermando di restare nella maggioranza e sostenendo Conte. Spero infine che vengano presto smentite le voci di un nuovo gruppo politico con una ventina di deputati da lui guidati. Se così fosse infatti ci troveremmo di fronte ad un'operazione politica tanto precisa quanto poco trasparente nei confronti dei cittadini".  

E se dal centrodestra molti esponenti affermano che non sentiranno la mancanza di Fioramonti ("Verrà ricordato per i suoi post violenti contro le Forze dell'Ordine e sessisti contro alcune donne, io ne so qualcosa. Non sentiremo la sua mancanza", scrive su Twitter Daniela Santanchè, senatrice di Fratelli d'Italia), definendolo "uno dei peggiori ministri della storia", va all'attacco anche Iv. "Mi sembrano dimissioni politiche e non tecniche. In Parlamento si avverte un Movimento 5 stelle non più compatto e coeso: con questo atto si apre ufficialmente la lotta interna al movimento", afferma Cosimo Maria Ferri, deputato di Italia viva e membro della commissione Giustizia della Camera. "Non è giusto -aggiunge- strumentalizzare un tema delicato ed importante per il nostro Paese come quello della scuola e dell'università, da cui dipendono la crescita culturale e formativa del nostro futuro. Questo gesto mi sembra vecchia politica, tattica, lotta interna, e poca voglia di cambiare. Peccato perché il governo e soprattutto il Paese hanno bisogno di ben altro, e i giovani di credere nelle istituzioni". 

''La vicenda Fioramonti dice che questo governo perde i ministri come le foglie d'autunno di un albero. La sua credibilità è ridotta a zero, e ogni giorno sono sempre più convinto di aver fatto bene a non votare la fiducia'', afferma il leader dei Moderati Giacomo Portas, deputato indipendente di Italia viva.