Fioramonti sceglie scuola inglese per figlio: niente test in italiano

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di Silvia Mancinelli Lui il ministro dell'Istruzione del governo italiano, per il figlio ha scelto la scuola inglese e quando si trattato di decidere se fargli fare l'esame di italiano, il pap Lorenzo Fioramonti ha detto no: niente italiano. La notizia rimbalza da giorni su alcune chat di genitori. Vero? Falso? Come stanno le cose? Siamo andati a chiederlo ai vertici dell'istituto scolastico. La vicepreside conferma all'Adnkronos quanto sostenuto nel tam tam sulle chat e la mette cos: "La storia del test del figlio del ministro la seguente: in prima e seconda elementare i bambini, il 30-40% dei quali sono stranieri, fanno il programma esclusivamente in inglese. L'ora di italiano scatta, solo per chi vuole, a partire dalla terza. Non facciamo gli esami di italiano in sede, ma in un'altra struttura e l'anno scorso Fioramonti, che non era ministro (era viceministro all'Istruzione, ndr) - tiene a precisare la dirigente scolastica - insieme alla moglie straniera ha scelto di non far fare il test in italiano al figlio perch preferiva si concentrasse sull'inglese. Il bimbo, venendo dal Sudafrica, non parla bene l'italiano. Oggi quel bambino frequenta un'altra scuola".

In ogni caso, aggiunge la vicepreside, il bambino "ha frequentato la lezione di italiano per un certo numero di ore con una maestra che andata in pensione quest'anno. Poi, siccome aveva un po' di difficolt, stato scelto di non fargli fare l'esame, che del resto non obbligatorio". Contattato dall'Adnkronos per un commento, il ministro non ha ritenuto di rispondere.

FIORAMONTI SU FACEBOOK "Non pensavo che vivere molti anni all'estero lavorando duro potesse essere usato contro di me. Oggi non si attacca il mio lavoro, fatto di intese coi sindacati per garantire la didattica, ridurre il precariato, rilanciare l'edilizia scolastica e battersi per maggiori risorse in un settore bistrattato da decenni, ma le mie opinioni di anni fa, scritte sulla mia pagina privata, di getto, e con toni di cui ovviamente non vado fiero (e per cui ho gi chiesto scusa alla diretta interessata in forma personale). Essere oggetto di pressione mediatica fa parte del ruolo, e lo capisco. C' per un limite da non valicare". Cos su Facebook il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti, finito al centro delle polemiche per alcuni suoi vecchi post rilanciati dal Giornale e per la notizia che suo figlio frequenta la scuola internazionale. Proprio su questo punto il ministro annuncia un "esposto al garante della privacy", dicendosi "turbato da padre e da cittadino". "Giorni fa - scrive Fioramonti - alcuni giornalisti sono andati a scuola di mio figlio chiedendo informazioni sui suoi voti, sul suo comportamento e sugli esami. Difendo e difender sempre il diritto alla libera informazione, accetto in silenzio tutte le critiche, in taluni casi anche molto dure, che mi vengono rivolte. A tutti pu capitare di incorrere in errori, anche a me, come nel caso dei toni usati nelle affermazioni rilanciate dal tritacarne mediatico, pur vecchie di anni e fatte quando ero un semplice cittadino. Ma recarsi in una scuola elementare per mettere sotto le luci dei riflettori un bambino di 8 anni un atto di violenza". "Mio figlio - spiega Fioramonti - ha sempre frequentato scuole internazionali perch nato e cresciuto all'estero. Queste scuole sono le uniche che garantiscono continuit curricolare ai bambini che cambiano spesso paese di residenza. Mio figlio, figlio di un italiano e di una donna tedesca, parla 4 lingue (tra cui l'italiano), ma al tempo dell'iscrizione aveva ancora difficolt a scriverlo, ragion per cui - anche su suggerimento della scuola - abbiamo deciso di non registrarlo per l'esame facoltativo d'italiano. E comunque, queste sono questioni che attengono alla sua vita privata. Di questo, gli altri non dovrebbero interessarsi. Ha il diritto ad una vita serena al riparo dalle polemiche pubbliche che da Ministro sono chiamato ad affrontare. Tale ingerenza nei confronti della mia famiglia e della comunit scolastica avvenuta in spregio di ogni tutela della privacy, nonch delle pi elementari regole di deontologia professionale". "Sono turbato da padre e da cittadino. Tra l'altro mi domando come sia possibile che dati sensibili rispetto alla presenza di un minore in una scuola siano reperibili. Formuler un esposto al garante della privacy, da privato cittadino e non da Ministro, per tutelare non solo il diritto alla riservatezza di mio figlio ma quello di ogni genitore a poter crescere ed educare i propri figli senza che la loro vita venga gettata in pasto ai giornali. Se questi metodi sono pensati per spaventarmi, dico solo che io andr avanti nel mio lavoro per trovare pi risorse per la scuola e l'universit e operare concretamente, come abbiamo fatto pochi giorni fa con l'accordo sugli insegnanti precari, per risolvere i problemi della scuola e della ricerca, che hanno radici antiche, affinch questo sia un Paese migliore", conclude il ministro.