Fiorentina, un anno di Commisso: da Chiesa allo stadio e la Juve, frasi e missioni del nuovo idolo di Firenze

Iacopo Nathan

Il 6 giugno è una giornata storica per tanti motivi: lo sbarco in Normandia, certo, ma per Firenze da un anno a questa parte ha un sapore completamente diverso. Esattamente un anno fa, infatti, prendeva la guida della Fiorentina Rocco Commisso, che da lì a poco sarebbe diventato l’idolo incontrastato di una città intera, entrando da subito nei cuori di tutti i tifosi per la spontaneità e genuinità. Dopo la rottura totale del rapporto tra la piazza ed i fratelli Della Valle, l’italo-americano è stato il collante perfetto per costruire una nuova Fiorentina, grazie alla sua ambizione e ai suoi investimenti, regalando ai viola un futuro tutto nuovo. Abbiamo provato a ripercorrere il primo anno di presidenza Commisso tramite i temi più caldi o spinosi della sua gestione.

AMBIZIONI - Commisso non si è mai nascosto, fin dal primo giorno il suo obbiettivo è stato quello di portare la Fiorentina ai vertici del calcio italiano. “Ho un piano per portare in alto la Fiorentina: ho i mezzi, ma non sarà immediato”, mettendo subito le cose in chiaro. L'obiettivo è chiaro, la storia è ancora tutta da scrivere, visto che sul più bello si è tutto fermato. La cosa sicura è che il presidente viola vuole costruire una squadra capace di lottare per posti ambiti già dalla prossima stagione.

CHIESA - “Chiesa non sarà il mio Baggio, voglio tenerlo”, queste sono le parole con cui Commisso si è presentato alla sua prima conferenza stampa, in cui non si è mai tirato indietro. Federico Chiesa è stato sicuramente un tormentone del primo anno viola del presidente americano, e non è da escludere che sia lo stesso nel secondo, con il futuro del numero 25 ancora tutto da scrivere. Il muro che Commisso ha alzato intorno al figlio di Enrico, con i conseguenti malumori del ragazzo, salvo poi fare pace e ritornare a lottare per un unico obbiettivo, entrano di diritto tra le vicende più significative del primo anno di presidenza. 

CENTRO SPORTIVO - Il vero fiore all’occhiello della gestione Commisso è sicuramente la realizzazione del nuovo centro sportivo della Fiorentina, una casa che non aveva mai avuto. “Nessuno dopo quattro mesi ha investito 70 milioni. Cominceremo a giocarci nel settembre del 2021", furono le parole del presidente il giorno della presentazione del progetto, e se le tempistiche potrebbero essere leggermente più dilatate, il passo compiuto rimane importantissimo. Nella visione del calcio di Commisso, un centro sportivo all’avanguardia è una pietra d’angolo per un futuro di successi, ed è anche difficile dargli torto.

STADIO - Se per il centro sportivo c’è stata una vittoria schiacciante, il tema stadio è forse l’unico neo della gestione Commisso. Il presidente è irremovibile, vuole un impianto all’altezza delle sue ambizioni, anche se la burocrazia si è messa di mezzo. “Il Franchi è una porcheria per come è tenuto”, queste alcune delle dolci parole che Commisso ha riservato al vecchio impianto della Fiorentina, vincolato dalla burocrazia e dalle Belle Arti, con il presidente che sembra quasi rassegnato, e sta ancora aspettando di trovare l’opzione migliore per i suoi sogni ed i suoi investimenti milionari.

JUVENTUS - “L’arbitraggio è stato uno schifo, Nedved chiuda la bocca”, se già non fosse abbastanza nei cuori dei Fiorentini, l’attacco in diretta Tv all’arbitraggio di Juventus-Fiorentina, ha fatto diventare Commisso il paladino dei tifosi viola. Da uomo passionale qual è, il presidente non è riuscito a trattenere la rabbia e la frustrazione dopo un discutibile arbitraggio nella gara tanto attesa, diventando un fiume in piena contro tutto e tutti, in un pomeriggio sicuramente da ricordare del suo primo anno di gestione.