Firenze, 200 alberghi pronti a serrata: "Non per protesta, per disperazione"

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"Non facciamo una serrata per protesta, chiudiamo per disperazione". A Firenze il settore alberghiero, piegato da due anni di pandemia e ora frustrato nelle sue aspettative più rosee dalla contagiosità della variante Omicron, sta preparando una clamorosa iniziativa: circa 200 hotel potrebbero 'tirare giù il bandone' tutti insieme, già a partire dal prossimo fine settimana, appena superati i giorni del salone di Pitti Uomo.

"La mancanza di turisti stranieri e la prospettiva di zero ristori ci ha indotto a riflettere su questa estrema possibilità", dichiara all'Adnkronos l'imprenditore Riccardo Zucconi, che nel capoluogo toscano gestisce l'hotel 'Torre Guelfa', l'hotel 'Palazzo dal Borgo' e lo storico hotel Pendini in piazza della Repubblica. Zucconi con altri colleghi sta tirando le fila di questa protesta di cui hanno già informato il sindaco Dario Nardella e che intendono portare avanti in sintonia con le associazioni di categoria. "E' davvero una situazione drammatica: la mia famiglia che gestisce alberghi da decenni non ha mai vissuto una crisi simile nella sua storia: chiuse l'attività solo per tre mesi dopo l'alluvione dell'Arno nel 1966".

"Negli ultimi due anni - spiega Zucconi - gli albergatori delle città d'arte hanno perso in media l'80% del fatturato, un vero e proprio disastro economico. Perciò contavamo molto sul 2022 sull'onda degli effetti delle vaccinazioni e avevamo già anche molte prenotazioni per il nuovo anno, soprattutto dall'estero, dagli Stati Uniti, dal Giappone, dal Sudamerica, il grosso del turismo internazionale che così ricominciava a viaggiare con i voli intercontinentali. Ma in una manciata di giorni queste buone prospettive di ripresa si sono infrante contro la nuova ondata di contagi da Covid. I mesi di gennaio, febbraio e marzo li consideriamo praticamente persi".

"Non ci resta che tirare giù il bandone - aggiunge Zucconi - perchè l'occupazione degli alberghi a partire dalla prossima settimana sarà del 2 o 3%. In queste condizioni non possiamo temere aperti gli alberghi".

Le prospettive per gli alberghi di una città d'arte come Firenze sono dunque più che "nere, nerissime": "Non possiamo per un terzo anno consecutivo non incassare!" Da qui l'idea di fare "un gesto clamoroso" per richiamare l'attenzione intorno agli alberghi di proprietà di singole famiglie che "sono l'ossatura del nostro sistema ricettivo".

"In questi due anni il governo ha preso misure importanti per il nostro comparto - conclude Zucconi - Ora chiediamo di nuovo attenzione; chiediamo di prevedere nuovi ristori: ad esempio serve il rinnovo del bonus affitti e della cassa integrazione scaduta il 31 dicembre e non ancora rinnovata. La nostra è una protesta forzata anche dalla situazione che si creata. Chiudere è sempre brutto".

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