A Firenze su pista discordia duello Cucchi-Saccardi e 40 anni di sinistra

Image from askanews web site
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Firenze, 24 set. (askanews) - C'è sempre una storia locale, una storia lunga e travagliata che sembra tutta chiusa in una città - nei suoi limiti e nei suoi sogni - ma che, in realtà, parla al Paese intero. E parla del Paese, di chi aspira a guidarlo e di chi lo ha guidato, dei partiti e delle loro contraddizioni. Questa storia a Firenze è quella della pista dell'aeroporto "Amerigo Vespucci" di Peretola, del mancato allungamento che ha diviso per quasi quarant'anni la politica locale, con diverse giunte cadute proprio su questo tema, dei ricorsi "contro" al Tar e al Consiglio di Stato dei sindaci (Pd) della Piana, dei circa 30 mila abitanti dei quartieri di Firenze Nord - Peretola, Quaracchi e Brozzi - vessati dai disagi per l'attuale direzione della pista.

Questa storia, alla vigilia delle Politiche, è anche quella della 'strana' convivenza nella coalizione di centrosinistra tra il Pd toscano i cui vertici istituzionali - dal sindaco Dario Nardella al governatore Eugenio Giani - ribadiscono l'impegno per la realizzazione della nuova pista - lunga 2.200 metri (e non 2.400 come nella prima versione) e più inclinata verso l'autostrada (la Firenze-Mare) - e gli alleati di Sinistra italiana che in campagna elettorale hanno approcciato l'argomento con ferale chiarezza: "L'aeroporto non si tocca, non può essere ingrandito".

La frase, pronunciata da Ilaria Cucchi, candidata al Senato da Verdi-Sinistra, e poi mitigata da una successiva dichiarazione sulla necessità di "condivisione" dentro la coalizione, ha scatenato un putiferio tra i Dem fiorentini, con il centrodestra all'attacco ("la pista giratela come vi pare, ma interveniamo. Qui c'è il rischio di perdere passeggeri in favore di Bologna", ha detto il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni) e Italia Viva di Matteo Renzi velocissima nel puntare il dito sulle contraddizioni dell'alleanza elettorale tra il Pd e la sinistra estrema. "Il Pd di Letta ha ufficializzato finalmente il passaggio dall'Agenda Draghi a quella Fratoianni" ha detto Francesco Bonifazi, senatore, renziano della prima ora e candidato per il Terzo polo in Toscana.

Che poi la storia, con tutte le sue spine, è finita dritta - e non poteva essere altrimenti - sulla scheda elettorale gialla. Collegio uninominale 04 per il Senato, tra gli otto candidati che gli elettori della città metropolitana di Firenze potranno scegliere ci sono due nomi che dicono tutto: da un lato, per il centrosinistra appunto, Ilaria Cucchi e dall'altro Stefania Saccardi, ex Pd, assessore regionale all'agricoltura ma ora anche esponente e candidata di Italia Viva. Per la Saccardi, come per Gabriele Toccafondi, anche lui candidato in Toscana con il Terzo polo - proprio nel collegio che comprende pure uno dei Comuni della Piana, Sesto Fiorentino -, "chi vuole dire no a tutto può votare Pd e la sua variopinta coalizione, affidabile come il bus elettrico del segretario Letta".

Certo, nelle ultime ore il sindaco di Firenze ha confermato da parte di "tutti" "l'avvio dei lavori a inizio 2024", spiegando che "in mezzo a tante discussioni contano i fatti e noi con serietà e tenacia andiamo avanti", ma sul futuro dell'aeroporto come, forse, sul sogno di un Partito Democratico capace di tenere insieme le istanze più di sinistra e quelle più moderate, i vecchi (ex) comunisti e il cattolicesimo democratico, pesano anni di contraddizioni. Pesano tutti gli strascichi delle battaglie nei consigli comunali dei Comuni della Piana, con sindaci contrari all'ampliamento dell'aeroporto e firmatari di ricorsi al Tar, e pesano i fatti. Alcuni sono difficili da dimenticare come, a inizio agosto, il voto del Pd all'ultimo consiglio comunale di Campi Bisenzio - prima che si sciogliesse per consentire al sindaco Dem Emiliano Fossi di candidarsi alla Camera con il centrosinistra - a favore di un ordine del giorno della sinistra contro lo sviluppo dell'aeroporto Vespucci.

Quante anime, dunque, ha il centrosinistra e come ricadono e ricadranno sui territori? La storia della pista dell'aeroporto di Firenze, del resto, inizia con la telefonata di un uomo di sinistra, Achille Occhetto, allora segretario del Pci, che in una notte di fine giugno del 1989, fece valere la posizione del partito nazionale sul piano della variante Fiat-Fondiaria, a cui la Regione lavorava da anni, e che doveva orientare l'espansione di Firenze - e anche il suo aeroporto - verso lo sbocco di Prato e Pistoia. Ma si bloccò tutto.

Da allora la pista "corta" dell'aeroporto di Peretola - con Monte Morello che incombe all'orizzonte - ha significato sempre ritardi e voli cancellati. Parlano i dati (ufficiali): nel 2019, un anno pre pandemia, sono stati dirottati in media mille voli con una perdita diretta di poco meno di 100.000 passeggeri l'anno. E si dovrebbe fare un ragionamento anche su tutti quelli che, a prescindere, per non rischiare, decidono di evitare lo scalo fiorentino, optando per Pisa o Bologna. Ora alla guida della società che controlla l'aeroporto di Firenze, ma anche lo scalo di Pisa che più di uno in questi anni ha indicato come possibile alternativa proprio al Vespucci, c'è Marco Carrai, da sempre vicino all'ex sindaco e ora leader di Iv, Matteo Renzi.

Chissà quanto, alla fine, questa piccola, ostinata, storia influirà, a Firenze, sul voto di domani e quanto, nelle mille pieghe della politica locale, si nascondano le verità e le sorprese di quella nazionale.