Fisco, Brunetta: su Iva da governo clamorosa retromarcia

Pol-Afe

Roma, 29 set. (askanews) - "Mentre si avvicina la scadenza per la presentazione della Legge di Bilancio, il Governo giallorosso è costretto a mettere le carte dei conti pubblici sul tavolo e a smascherare tutte le bugie che ha voluto far credere agli italiani sin dal giorno del suo insediamento. Il caso più eclatante è quello dell'Iva. L'Esecutivo formato da Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle si era presentato con la promessa che mai e poi mai avrebbe fatto scattare le clausole di salvaguardia per l'aumento dell'imposta indiretta, pari a 23,1 miliardi di euro. Ora, dopo aver preso atto della crescita zero che caratterizzerà il nostro Paese quest'anno e l'anno prossimo, dopo aver osservato il debito pubblico toccare nuovi record mese dopo mese e dopo aver capito che la Commissione Europea non è disposta a concedere un deficit superiore al 2,1% per il prossimo anno, ha dovuto arrendersi all'evidenza dei fatti e fare una clamorosa retromarcia". Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.

"Così - aggiunge - l'impegno a non aumentare l'Iva si è trasformato in un impegno a 'rimodularla', termine usato come escamotages per mascherare l'aumento della tassazione derivante dal passaggio di alcune categorie di beni e servizi tassati con una aliquota agevolata ad una aliquota superiore. Una stangata sui consumi, insomma. Che, oltre a colpire il portafoglio degli italiani, già duramente messo alla prova negli anni scorsi dall'impennata di pressione fiscale, ha già messo in allarme il partito di Matteo Renzi, che ha già promesso barricate in Parlamento contro l'aumento. Una azione che potrebbe segnare il primo strappo tra l'ex presidente del consiglio e i suoi ex compagni di partito. Ribadiamo poi che una eventuale soluzione mirante a concedere sconti fiscali soltanto ai contribuenti che pagano attraverso strumenti elettronici come carte di credito e bancomat è regressiva, in quanto colpisce le categorie più povere e gli anziani, che non usano questo tipo di strumenti e che quindi sarebbero i primi ad essere esclusi dalle agevolazioni".