Fisco, Gentiloni: tutte le riforme a livello globale e dell’Ue

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Roma, 14 giu. (askanews) - Il commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni, è intervenuto questo pomeriggio in videoconferenza a un evento organizzato a Dublino dall'Istituto irlandese per gli Affari internazionali ed europei (Iiea), per perorare i progetti di riforma del quadro globale per la tassazione delle imprese su cui è stato raggiunto un consenso 10 giorni fa dai ministri delle Finanze del G7.

Gentiloni ha illustrato le proposte che la Commissione intende presentare riguardo alla tassazione minima delle multinazionali nell'Ue, ben sapendo che proprio l'Irlanda è uno dei paesi più critici nei confronti di questa iniziativa. In più, il commissario ha parlato dei progetti di riforma della tassazione dell'energia nell'Ue, e del cosiddetto 'meccanismo di aggiustamento alle frontiere' riguardo alle emissioni di CO2, una sorta di dazio per alcuni prodotti (elettricità, ferro, acciaio e alluminio, cemento e fertilizzanti) importati da economie che non applicano normative o sistemi per la riduzione dei gas serra equivalenti a quelli dell'Unione.

Nel suo discorso, intitolato 'Raggiungere un consenso globale sulla politica fiscale', Gentiloni ha ricordato che 'gli Stati membri dell'Ue perdono decine di miliardi ogni anno a causa delle frodi, dell'evasione e dell'elusione fiscali'. Si stima che queste perdite ammontino a '50 miliardi di euro all'anno per frodi all'Iva transfrontaliera, oltre 40 miliardi di euro all'anno per l'evasione fiscale internazionale riguardo alle imposte sulle persone fisiche, e fra i 35 e i 70 miliardi di euro ogni anno a seguito di elusioni delle imposte sulle società'.

'L'attuale sistema internazionale riguardo alle imposte sulle società è stato progettato più di un secolo fa e si basa su principi fiscali obsoleti' riguardo alla residenza delle imprese e alla base imponibile. 'Gli sviluppi nella globalizzazione e nella digitalizzazione hanno reso questi principi sempre più fuori fase rispetto all'economia di oggi, e hanno reso le regole fiscali sempre più difficili da applicare alle moderne realtà aziendali', ha osservato il commissario.

'L'Ue e i suoi Stati membri, insieme ai nostri partner del G20 e nel 'Quadro inclusivo' dell'Ocse, stanno attualmente negoziando le regole che modificherebbero la cornice internazionale delle imposte sulle società', ha ricordato Gentiloni, descrivendo poi brevemente i due 'pilastri' su cui sono incentrate le discussioni: il 'primo pilastro' che prevede la riallocazione almeno parziale degli utili delle maggiori multinazionali, ai fini dell'imposizione, nelle giurisdizioni dei mercati in cui effettivamente svolgono le proprie attività; e il 'secondo pilastro' che prefigura un livello minimo di tassazione effettiva per i gruppi multinazionali, con la proposta di stabilire al 15% questa soglia.

Entrambi i pilastri, ha precisato il commissario, 'sono in linea con la visione della Commissione', i loro obiettivi sono complementari, ed è necessario un accordo su entrambi. 'I negoziati - ha rilevato - hanno assunto una nuova dinamica molto incoraggiante recentemente, grazie all'impegno attivo e costruttivo dell'Amministrazione Biden e in particolare del Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen. Un grande passo è stato fatto con l'accordo dei ministri delle Finanze del G7 che si sono incontrati dieci giorni fa a Londra'.

Ma, ha avvertito Gentiloni, 'abbiamo ancora molto lavoro da fare per espandere il consenso raggiunto nel G7 alla più ampia comunità internazionale, rappresentata dal 'Quadro inclusivo' Ocse-G20. E so che alcuni paesi, tra cui l'Irlanda, restano diffidenti nei confronti dei cambiamenti in discussione'.

Tuttavia, il commissario ha detto di 'rimanere fiducioso' nella prospettiva di un accordo internazionale. 'Abbiamo davanti a noi - ha sottolineato - un'opportunità unica per l'Ue, per gli Stati Uniti e gli altri nostri partner internazionali, di unirci nella nostra comune ambizione per una tassazione equa a livello globale. Dobbiamo cogliere questa opportunità'.

'La Commissione - ha riferito - sta contribuendo attivamente a queste discussioni multilaterali in corso, con l'obiettivo di facilitare un accordo ambizioso al vertice dei ministri delle finanze del G20 che si riuniranno il mese prossimo a Venezia'.

'Una volta che un accordo mondiale su una struttura globale duratura e permanente per la tassazione delle imprese sarà stata finalizzata - ha proseguito Gentiloni -, la Commissione si adopererà per garantire la sua effettiva applicazione nell'Unione europea. Perché nel mercato unico, dove le economie sono così intrecciate, abbiamo bisogno di un approccio coerente applicato da tutti gli Stati membri che porti certezza alle aziende che operano a livello transfrontaliero nell'Ue'.

'Un futuro accordo Ocse sul primo pilastro sarebbe vincolante per i paesi membri del Quadro inclusivo dell'Ocse', e 'sarebbe attuato attraverso una convenzione multilaterale. La Commissione - ha annunciato Gentiloni - sta valutando di proporre una direttiva per garantirne l'attuazione uniforme in tutti gli Stati membri dell'Ue'.

Quanto al secondo pilastro, un futuro accordo Ocse 'potrebbe non assumere la forma di una convenzione multilaterale. Ed è quindi importante che tutti i paesi dell'Ue lo recepiscono in modo uniforme. Noi proporremmo pertanto una legislazione per attuare l'eventuale accordo globale basato sul consenso, che richiederà anche la modifica di alcune direttive Ue esistenti (come ad esempio la direttiva anti-elusione fiscale).

Gentiloni ha quindi illustrato brevemente il progetto di 'carbon tax' alle frontiere, ora ribattezzato 'carbon border adjustment mechanism' (Cbam), che la Commissione dovrebbe proporre il 14 luglio prossimo, nel quadro del pacchetto legislativo 'Fit for 55', destinato ad adeguare tutte le norme Ue nei diversi settori rilevanti ai fini del nuovo obiettivo Ue della riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030.

Il nuovo meccanismo, ha spiegato, 'sarà uno strumento di politica ambientale per garantire l'efficacia delle nostre politiche di mitigazione del cambiamento climatico all'interno all'Ue, riducendo il 'carbon leakage'', ovvero il fenomeno della 'delocalizzazione' delle emissioni nelle economie dei paesi terzi, che avviene 'spostando la produzione dall'interno dell'Unione verso giurisdizioni esterne con standard ambientali meno esigenti'.

Il suo scopo, ha continuato, sarà quello di assicurare che le importazioni paghino lo stesso prezzo per le emissioni di carbonio che paga la nostra produzione interna. In questo modo, 'incoraggerà indirettamente gli esportatori extra Ue a ricorrere a una produzione più pulita, e convincerà gli altri paesi a mostrare ambizioni di 'greening' delle loro economie comparabili a quella dell'Ue'.

Un altro cantiere che sarà aperto è quello della direttiva Ue sulla tassazione dell'energia, che 'così com'è, è completamente superata e non ha più senso'. La direttiva, ha ricordato il commissario, 'è stata elaborata negli anni '90 ed è in vigore dal 2003. Ma da allora molto è cambiato e le nostre ambizioni ecologiche si sono spostate dai margini al centro della nostra agenda politica'.

'L'attuale direttiva - ha rilevato Gentiloni - sovvenziona di fatto i combustibili fossili a scapito delle rinnovabili'. Le sue aliquote fiscali minime 'sono troppo basse per servire a qualsiasi scopo ambientale o di aumento del gettito. L'obiettivo della revisione è, da un lato, quello di rimuovere questi sussidi ai combustibili fossili. D'altra parte, mirerà a promuovere la riduzione delle emissioni di gas serra attraverso l'efficienza energetica e un maggiore utilizzo di combustibili alternativi meno inquinanti'.

'In particolare - ha puntualizzato il commissario -, l'attuale approccio alla tassazione dei combustibili in base al volume e non in base al loro contenuto energetico discrimina le fonti rinnovabili a favore dei combustibili fossili convenzionali. La revisione farà del contenuto energetico la base della tassazione. La direttiva rivista fisserà delle regole chiare, in modo che gli investitori e gli innovatori possono pianificare i loro investimenti a lungo termine nelle energie rinnovabili. Renderà affidabile e conveniente la transizione verso fonti di energia più pulite'.

'Finché chi spreca risorse o inquina l'ambiente può farlo senza conseguenze immediate, continueranno a farne le le spese il resto dell'umanità e la biosfera', ha osservato Gentiloni. Ma, ha sottolineato, 'con le tasse verdi è possibile fissare un prezzo per questi costi sociali, e quindi incoraggiare cambiamenti comportamentali da parte di aziende e cittadini per supportare la sostenibilità ambientale'.

'Per questo motivo - ha spiegato il commissario - abbiamo utilizzato anche il processo di negoziazione del Piani nazionali di recupero e resilienza' del Recovery plan 'Next Generation EU' in modo da 'incoraggiare e sostenere gli Stati membri a intraprendere riforme fiscali verdi'.

Infine, ha concluso Gentiloni, 'stiamo rivedendo le attuali norme Iva sui passeggeri nel settore trasporti al fine di allinearle alle ambizioni del 'Green Deal''.

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