Fisco, Schirò (Pd): diritti negati a pensionati Inps in Francia

Red
·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 11 mar. (askanews) - "Un contenzioso illogico e irrisolto che dura da oltre venti anni e che ho nuovamente posto all'attenzione del Governo italiano nella mia interrogazione ai Ministeri dell'Economia e delle Finanze e del Lavoro e delle Politiche sociali". Lo afferma in una nota la deputata del Pd eletta all'estero, Angela Schirò, che spiega: "Si tratta della anomalia della doppia tassazione delle pensioni Inps erogate ai pensionati italiani residenti in Francia. Eppure basterebbe un semplice scambio di lettere per risolvere la vessazione fiscale perpetrata nei confronti dei nostri connazionali da parte di amministrazioni finanziarie indifferenti e 'sorde' alle numerose e ripetute istanze delle nostra collettività".

"In poche parole, i nostri pensionati che vivono in Francia - osserva - sono tassati due volte, la prima volta alla fonte e la seconda nel Paese di residenza e solo in parte sono compensati tramite un meccanismo di credito di imposta che risulta farraginoso e insufficiente".

"La Convenzione - sottolinea - ha infatti innescato un lungo contenzioso interpretativo a causa dell'ambigua e contrastante formulazione dell'articolo 18 che prevede al paragrafo 1 la regola universale stabilita dal modello Ocse e cioè che le pensioni private pagate ad un residente di uno Stato sono imponibili soltanto in quello Stato, e cioè solo nello Stato di residenza, mentre il successivo paragrafo 2 stabilisce, tuttavia, che le pensioni ed altre somme pagate in applicazione della legislazione sulla "sicurezza sociale" di uno Stato sono inoltre imponibili nello Stato che eroga i trattamenti pensionistici, con applicazione quindi del principio della tassazione concorrente della prestazione in entrambi i Paesi contraenti".

Schirò precisa che "il problema si è manifestato quando le parti contraenti hanno dovuto interpretare il significato della locuzione 'sicurezza sociale' - inserita nel paragrafo 2 dell'art.18 - che se originariamente, nelle intenzioni dei negoziatori della Convenzione, avrebbe dovuto logicamente riferirsi alle prestazioni assistenziali (come l'assegno sociale, le maggiorazioni sociali, gli assegni per gli invalidi civili, etc.) - è stato invece esteso, tramite un Accordo amichevole firmato nel 2000 tra le amministrazioni finanziarie italiane e francesi, a tutte le prestazioni previdenziali".

"All'evidente danno fiscale (doppia tassazione sullo stesso reddito) si aggiunge, inoltre, la beffa prevista dall'articolo 24, punto 2, lettera a), della convenzione relativo - rimarca - al metodo di eliminazione delle doppie imposizioni che stabilisce che l'imposta italiana non è direttamente deducibile ai fini del calcolo del reddito imponibile in Francia e che il credito di imposta al quale i pensionati Inps residenti in Francia hanno diritto non può tuttavia eccedere l'ammontare dell'imposta francese relativa a tali redditi (imposta che storicamente è più bassa di quella italiana). Pertanto, in pratica, una parte di tassazione non viene restituita ma rimane acquisita al fisco italiano".

"Con la mia interrogazione - fa sapere - ho chiesto ai Ministeri competenti di avviare nuovi negoziati con la controparte francese per una modifica della Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali attualmente in vigore - anche tramite uno scambio di lettere come previsto dalla Convenzione vigente - , in modo tale che tale Convenzione sia uniformata al modello Ocse adottato dall'Italia per quasi tutte le convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali, per tutelare al meglio i diritti fiscali dei connazionali pensionati Inps residenti in Francia e per eliminare così le cause (in particolare, il comma 2 dell'articolo 18) che determinano l'assurdo e ingiusto fenomeno della doppia tassazione delle pensioni dell'Inps".