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Roma, 3 set. (askanews) - Per Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell'Unione degli studenti, "è inaccettabile che uno studente in uscita dalle scuole superiori non possa scegliere liberamente il suo percorso di studi. I test non valutano realmente la preparazione, ma vogliono selezionare e ridurre in numero i futuri studenti universitari. Il governo deve finanziare realmente l'istruzione pubblica per garantire a tutte e tutti di accedere ai gradi più alti degli studi. È da denunciare, inoltre, la speculazione che i privati fanno sulla preparazione ai test d'ingresso, generando il meccanismo per cui solo chi se lo potrà permettere avrà più possibilità di accedere".

"Non possiamo trascurare le mancanze di medici e specialisti che già oggi si palesano nel nostro Sistema Sanitario, e che in futuro si aggraveranno notevolmente se non ci sarà un ripensamento delle modalità di accesso al corso di Laurea di Medicina e Chirurgia e del concorso di specialità raddoppiando il numero delle borse e attraverso una programmazione di lungo periodo sui bisogni di salute del nostro Paese", conclude Giacomo Cossu, coordinatore della Rete della Conoscenza.