Flora Frate espulsa dal M5s: “È un esercito di silenti esecutori”

flora frate espulsa m5s

Flora Frate è stata espulsa dal M5s. La notizia è arrivata nella giornata del 31 gennaio e subito è stata commentata dalla diretta interessata. La deputata ha infatti comunicato la decisione del suo partito su tutti i suoi canali social. In particolar modo, la Frate ha scritto su Facebook: “Da poco mi è stata comunicata l’espulsione dal Movimento 5 Stelle. Proprio oggi. Ne prendo atto e mi spiace. Per loro, si intende. Devo al M5S un atto di fiducia nei miei confronti, che io ho provato a ricambiare portando nel Movimento proposte, contributi, argomenti, sensibilità. Ma questo, mi pare palese, non è servito ad essere considerata una risorsa; si preferisce, credo, un esercito di silenti esecutori”.

Flora Frate espulsa dal M5s

Parole molto amareggiate da parte di Frate, che vuole scrollarsi di dosso l’accusa di assenteismo. Proprio per questo l’ex deputata ha rincarato la dose: “Il nostro dovere è quello di non perdere il contatto coi territori, non abbandonare la gente, irrobustire il confronto e sperimentare ostinatamente la ricerca della sintesi. Qualcuno, invece, ritiene che si debba starsene rintanati negli uffici romani. E gli effetti si vedono”.

Le motivazioni del Movimento

Flora Frate è arrivata alla Camera dei Deputati nel luglio 2018, diventando componente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione. A prendere la decisione finale sulla sua espulsione sarebbero stati i provibiri. Tale comitato disciplinare, interno al Movimento, è stato più volte oggetto di critiche. In precedenza infatti, altre espulsioni avevano destato forti proteste all’interno del partito. Tra le più contestate, quella di Gianluca Paragone, ormai lontanissimo dalle posizioni di M5S.

Per quanto riguarda Frate, il Movimento ha puntato il dito contro il ritardo nella restituzione delle indennità e sul presunto assenteismo della deputata. L’ex grillina però non ci sta e contrattacca, accusando il Movimento di essere ormai lontano dal Paese reale: “Da circa due anni il M5S perde sistematicamente voti, in modo irreparabile. Forse non bastano quei tanto sbandierati 40 provvedimenti se poi, come sulla scuola, si lancia una crociata ideologica contro i precari, additando i sindacati di colpe e responsabilità inesistenti. Avessimo ascoltato di più i cittadini, rinunciando a tanta spocchia salottiera, proponendoci di risolverli i problemi piuttosto che imporre la nostra visione, si sarebbe potuta arrestare questa inesorabile china“.