Florida, catturato pitone lungo oltre 5 metri

L’area delle Everglades ha un clima tropicale perfetto per i pitoni, che possono nascondersi e cacciare in queste paludi, ma rappresentano una specie invasiva.

Un serpente da record, un esemplare femminile di pitone che definire monstre è dir poco. Siamo nel Parco Nazionale delle Everglades, in Florida, quelle rese celebri dalle indagini degli agenti di C.S.I. Miami. E qui, tra coccodrilli e pericolose paludi, l’altro giorno un gruppo di studiosi ha catturato una preda unica.

Un esemplare, come detto, di pitone femmina lunga 5,2 metri, da 63,5 chili di peso e con 73 uova nel suo ventre. Si tratta di un pitone delle rocce birmano le cui misure tradizionali arrivano ai 3 metri di lunghezza anche se il più grande esemplare mai scoperto al mondo era lungo 5,5 metri e pesava circa 45 chili.

Ma come sono arrivati i pitoni delle rocce birmani, cioè provenienti dal Sud-Est asiatico, in Florida? Tra il 1996 e il 2006 il pitone birmano guadagnò popolarità nel commercio di animali domestici esotici, con oltre 90.000 serpenti importati negli Stati Uniti. Molti di questi vennero poi abbandonati dai padroni, andando così a popolare le Everglades. Inoltre, l’uragano Andrew nel 1992 è stato ritenuto responsabile della distruzione di un impianto di riproduzione di pitoni e di uno zoo, e questi serpenti fuggiti si sono sparpagliati e hanno popolato le aree nelle Everglades.

L’area delle Everglades ha un clima tropicale perfetto per i pitoni, che possono nascondersi e cacciare in queste paludi, ma rappresentano una specie invasiva e quindi una grossa minaccia alla fauna selvatica autoctona: secondo un report del 2012 del Dipartimento dell’Interno statunitense conigli, volpi, opossum e altri roditori, non abituati a questo tipo di predatore, sono stati decimati. Proprio per questo “ai pitoni maschi vengono applicati dei trasmettitori radio che consentono ai ricercatori di rintracciare il maschio per individuare le femmine gravide. In questo modo il team non solo rimuove i serpenti invasivi, ma raccoglie i dati per la ricerca, sviluppa nuovi strumenti di rimozione e apprende come i pitoni utilizzano la riserva” come si legge sulla pagina Facebook del Big Cypress National Preserve, dove è stata anche pubblicata la foto della pitonessa gigante.

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