Fnomceo: violenza contro medici è vera emergenza sanità pubblica -2-

Red/Gtu

Roma, 2 gen. (askanews) - "Tra gli interventi che - spiega Anelli - riteniamo utili e necessari, l'ampliamento della procedibilità d'ufficio; la ricollocazione degli ambulatori di guardia medica in ambiente protetto; l'istituzione, presso ciascun pronto soccorso, di un presidio fisso di polizia e quindi idoneo a garantire un'adeguata tutela dell'incolumità e della sicurezza del personale, composto da almeno un ufficiale di polizia e da un numero di agenti proporzionato al bacino di utenza e al livello di rischio della struttura interessata".

Infatti "appare urgente fronteggiare con strumenti efficaci il tema dell'aggressione ai medici e al personale sanitario in servizio, con un piano comprensivo di interventi, che contempli anche misure di sicurezza come videosorveglianza a circuito chiuso negli spazi comuni e altre misure di protezione".

"Ora al ministro chiediamo di riconvocare l'Osservatorio permanente, per poter procedere, partendo dalla revisione della Raccomandazione numero 8 per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari, alla risoluzione di tutti quei problemi di carattere organizzativo rimasti un po' fuori dal Disegno di legge", aggiunge ancora il presidente Fnomceo, sottolineando: "Nessun medico deve essere lasciato solo, a garantire assistenza in condizioni di sicurezza precaria".

E i numeri parlano chiaro: "Sono 1200 l'anno le aggressioni denunciate, quasi tre volte di più quelle reali" ed è "una vera carneficina silenziosa, perché spesso esse non vengono rese note per vergogna, per senso di pudore verso una denuncia che porterebbe allo scoperto situazioni di inadeguatezza o perché, addirittura, le aggressioni sono considerate una naturale componente del rischio professionale".