Focolaio alle Maldive, una quarantina gli italiani positivi: "Bloccati in quarantena"

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- (Photo: Abllo Ameer via Getty Images)
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Una vacanza che si è trasformata in una quarantena causa Covid. È questa la disavventura che ha coinvolto Un gruppo di una quarantina di italiani bloccati da diversi giorni dal virus alle Maldive, nel resort Nakai sull’isola di Alimathà, nell’atollo di Vaavu. Al momento di rientrare in Italia, come previsto dalla normativa locale e secondo le regole dei cosiddetti corridoi turistici, i viaggiatori sono stati sottoposti a un test antigenico, dopo il quale 12 di loro sono risultati positivi. Un esito confermato poi da un tampone molecolare. Per loro, e altri 24 connazionali che erano stati ospitati nelle stesse stanze, è scattata l’isolamento di 14 giorni prevista per i contagiati e i loro contatti stretti dalla normativa locale anti-Covid.

Il gruppo di italiani è stato quindi posto in isolamento “in un’area dedicata del resort, senza costi extra per i servizi all inclusive, come previsto dai nostri protocolli”, spiega all’ANSA Marco Mingoli, amministratore delegato della società che gestisce la struttura. “Il primo caso è stato registrato con le partenze di Natale”, prosegue, sottolineando che si tratta di positivi asintomatici, “anche perché tutti avevano almeno due dosi di vaccino, oltre a essere risultati negativi ai test effettuati al momento della partenza dall’Italia”.

Nel resort, riferisce l’ad, è presente un ambulatorio autorizzato dal ministero della Sanità delle Maldive, dove opera un medico indiano specializzato nella gestione del Covid e vengono effettuati i test, che in caso di positività devono poi essere confermati da un laboratorio nella capitale Malé.

Le Maldive rientrano nei ‘Corridoi turistici Covid-free’, che, chiarisce il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina, consistono in viaggi organizzati e gestiti da operatori turistici, i quali sono anche chiamati ad assicurare il rispetto delle misure di sicurezza. “Dalla riapertura del corridoio sanitario a fine ottobre, abbiamo ospitato 2.950 persone, con 14 positivi, pari allo 0,45%”, spiega ancora Mingoli, sottolineando il rigore dei controlli.

Ad alcuni vacanzieri in altre strutture di queste isole da sogno, però, sembra andata peggio. “Ci hanno detto che eravamo positivi” dopo un test prima del rientro, hanno raccontano al Tg3 due ragazzi fiorentini rimasti anche loro bloccati, che affermano di essere stati trasferiti in un albergo a Malé e denunciano le cattive condizioni di accoglienza, in attesa di un nuovo test che arriverà tra non meno di 10 giorni.

“I corridoi turistici funzionano”. Lo sottolinea Astoi, Associazione che raccoglie tutti i principali Tour Operator italiani, in merito al focolaio alle Maldive, precisando che “le sei destinazioni interessate - Aruba, Egitto (Sharm El Sheikh e Marsa Alam), Repubblica Dominicana, Mauritius, Maldive, Seychelles - hanno registrato cumulativamente l’arrivo di 26.606 turisti di cui 67 - ovvero lo 0,25% - risultati positivi. Per quanto riguarda in modo specifico le Maldive, registriamo 7.022 turisti di cui 42 - ovvero lo 0,60% - risultati positivi in loco prima del rientro in Italia”.

″È di tutta evidenza come questi numeri facciano pensare ad una buona riuscita della sperimentazione che ha avuto una bassa incidenza dei contagi - precisa l’associazione -. È bene specificare che questi dati si riferiscono ai “veri corridoi turistici”, ossia ai viaggi effettuati attraverso operatori che rispettano tutte le norme contenute nei protocolli inseriti nell’ordinanza, mentre è d’obbligo sottolineare che, per l’assenza dei necessari controlli da parte delle autorità competenti - ad esempio sul cosiddetto “Travel Pass”, documento necessario rilasciato solo da operatori professionali - ancora si assiste ad una importante quota di viaggiatori ‘fai da te’”.

“Lo scopo del protocollo - prosegue Astoi - era ridurre i rischi e, una volta verificata l’eventuale esistenza di contagi, adottare tutte le misure necessarie per bloccare il suo diffondersi. Ci sembra di poter affermare che entrambi gli obiettivi siano stati centrati, almeno sino ad oggi, sulle destinazioni oggetto di questa sperimentazione”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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