FOCUS - Italia, in caos vaccini anziani pagano prezzo più alto

di Crispian Balmer e Angelo Amante
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Una signora riceve una dose del vaccino contro il coronavirus

di Crispian Balmer e Angelo Amante

Roma (Reuters) - Agostino Airaudo, 86 anni, è morto di coronavirus il 21 marzo. Diciannove minuti prima aveva ricevuto un Sms che gli comunicava che, dopo settimane di attesa, aveva ottenuto un appuntamento per ricevere il vaccino.

Dieci giorni dopo anche sua moglie Michela, di 82 anni, è venuta a mancare a causa del virus.

Al contrario di altri Paesi europei, l'Italia non ha dato automaticamente la precedenza al suo esercito di anziani quando ha avviato la campagna di inoculazione a dicembre, sebbene siano principalmente loro a pagare lo scotto della pandemia.

L'incapacità di fornire celermente protezione ai soggetti più fragili è costata migliaia di vite, secondo gli esperti, e ha alimentato la rabbia per un sistema sanitario frammentato in cui sono le regioni a prendere gran parte delle decisioni e Roma fatica a imporre una strategia chiara.

"Si potevano salvare persone", ha detto Giorgio Airaudo, figlio di Agostino e Michela e segretario generale della Fiom in Piemonte.

"Una volta arrivati i vaccini, non c'è alcuna giustificazione per non aver dato la priorità alle persone più fragili e ai più anziani...", ha detto a Reuters per telefono.

"Ma non è accaduto. Il governo ha fornito dei suggerimenti e ogni regione ha fatto come voleva".

Oltre 110.000 persone sono morte di Covid-19 in Italia e il Paese è settimo al mondo per decessi. L'età media delle vittime è di 81 anni e l'86% aveva dai 70 anni in su, come mostrano i dati dell'Istituto superiore di sanità.

Molti Paesi, tra cui la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, hanno vaccinato prima gli anziani, riconoscendone la vulnerabilità.

Anche il governo italiano ha detto che i cittadini over 80 dovrebbero avere la priorità, ma una distribuzione confusionaria dei vaccini ha permesso a professionisti come avvocati, magistrati e professori universitari di passare in testa alla fila in molte zone.

Se in gran parte del continente il tasso di mortalità è sceso grazie al rapido impatto dei vaccini, quello italiano è rimasto ostinatamente alto, e la media di 431 decessi giornalieri della scorsa settimana è la più alta registrata in Europa, secondo dati Reuters.

Riconoscendo la gravità del problema, il presidente del Consiglio Mario Draghi -- noto per la sua calma e misuratezza negli otto anni di mandato da presidente della Banca centrale europea -- ha fatto ieri un appassionato appello agli italiani affinché aspettino il proprio turno.

"Con che coscienza un giovane o una persona che non è nelle liste delle prenotazioni salta la lista sapendo che lascia esposto al rischio di morte chi ha più di 75 anni o è fragile?" ha detto il premier ai giornalisti.

"Basta vaccini agli under 60", ha affermato, alzando la voce.

"MORTE, DOLORE E LUTTO"

All'inizio dell'anno, le 20 regioni italiane si sono concentrate quasi esclusivamente sulla protezione degli operatori sanitari, anche quelli intorno ai 20 anni che non avevano contatti con i pazienti. In alcune zone del Paese la vaccinazione di massa per gli ultra-ottantenni non è iniziata prima di metà febbraio.

A quel punto la Francia e la Germania avevano già somministrato la prima dose al 20% degli over 80.

Da allora l'Italia si è rimessa in pari con la media Ue, come mostrano i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, secondo i quali Roma ha vaccinato con almeno una dose il 62% della popolazione che più di 80 anni. Ma appena il 13,4% degli over 70 ha ricevuto la prima dose, la seconda percentuale più bassa in Europa dopo quella della Bulgaria.

I governatori delle regioni hanno detto di aver seguito le linee guida del governo e puntano il dito contro i ritardi nelle consegne dei vaccini, più lente del previsto.

I governatori hanno inoltre detto di essere stati presi alla sprovvista dalle raccomandazioni fornite a gennaio dall'Aifa in merito all'utilizzo del vaccino Oxford/AstraZeneca esclusivamente nei soggetti al di sotto dei 55 anni.

Il piano era quello di somministrare il vaccino ai più anziani ed è stato necessario cambiare strategia. Ora le indicazioni si sono nuovamente ribaltate e il vaccino è raccomandato per gli over 60, dopo che sono emersi timori che potesse causare episodi di trombosi rare nei più giovani.

Matteo Villa, ricercatore dell'Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), ha detto che altri Paesi europei che hanno riscontrato le stesse problematiche sono stati più rapidi. Le sue analisi suggeriscono che se l'Italia si fosse concentrata maggiormente sulla popolazione anziana avrebbe potuto salvare 11.900 vite.

"Il governo centrale non ha monitorato la situazione e allora, inaspettatamente, molte delle regioni non si sono preparate con attenzione", ha detto Villa a Reuters.

Il ricercatore ha aggiunto in oltre che alcune regioni si sono messe in competizione con le altre per riuscire a somministrare un numero maggiore di dosi, ed è stato più semplice raggiungere i lavoratori rispetto agli anziani.

"Non è una gara dove ci sono vinti e sconfitti. Questa è una situazione in cui ci sono morti, c'è sofferenza, c'è dolore. Ci sono persone che potevano essere salvate.", ha detto Airaudo.

I genitori del segretario della Fiom vivevano in Piemonte. Entrambi soffrivano di diverse patologie e si erano registrati presso il medico di base per la vaccinazione. È un algoritmo adottato dalla regione a decidere chi deve ricevere il vaccino e quando.

I funzionari sanitari del Piemonte non hanno risposto a domande sul perché la coppia non abbia ricevuto il vaccino tempestivamente.

"UN CAOS INCREDIBILE"

Per alimentare ulteriormente la confusione, ogni regione utilizza il proprio sistema per le prenotazioni.

Franco Perco, 81 anni, vive nelle Marche, una delle regioni focolaio del virus. Perco è ancora in attesa di un appuntamento per ricevere il vaccino, nonostante le numerose telefonate all'assistenza e i tentativi di effettuare la prenotazione online.

"Sono molto spaventato. Non c'è chiarezza", ha detto Perco, ex direttore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. "Esco il meno possibile".

La costituzione prevede che le regioni italiane abbiano ampia autonomia nel processo decisionale in ambito sanitario, anche durante una pandemia.

In Toscana, Abruzzo e Sicilia, magistrati e avvocati hanno ottenuto la priorità. In Molise ai giornalisti è stato permesso di ricevere prima il vaccino.

Una scarsa supervisione in Sicilia ha fatto sì che un prete riuscisse a far vaccinare tanti dei suoi fedeli indipendentemente dall'età, invitandoli a recarsi in massa al centro vaccinale.

"L'episodio ha causato un caos incredibile. Ci è servito da lezione per essere più attenti", ha detto Angelo Aliquò, direttore generale dell'Asp di Ragusa.

Andrea Costa, sottosegretario alla salute insediatosi a febbraio, ha detto a Reuters che sono stati compiuti degli errori non identificando in modo chiaro i gruppi con priorità.

"Ci sarà tempo in futuro per analizzare quanto accaduto, ma adesso dobbiamo raggiungere il prima possibile l'immunità, che ci consentirà di tornare a una vita normale", ha detto Costa.

Adirato per la morte improvvisa di entrambi i genitori, Airaudo spera che arrivi un giorno il momento della resa dei conti.

"Io ho sempre pensato che il decentramento fosse vicinanza alle persone. Invece oggi c'è confusione, differenza, ingiustizia e ritardi", ha detto.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Milano Sabina Suzzi, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)