FOCUS - L'arrivo di Orcel in UniCredit rimescola risiko bancario in Italia

di Andrea Mandala e Valentina Za e Giuseppe Fonte
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Andrea Orcel durante un evento a Londra

di Andrea Mandala e Valentina Za e Giuseppe Fonte

MILANO (Reuters) - L'arrivo di Andrea Orcel al timone di UniCredit rischia di complicare i piani del Tesoro alle prese con il difficile dossier Mps.

I generosi incentivi fiscali messi in campo dal governo per facilitare una vendita dell'istituto senese dovrebbero stimolare altre fusioni bancarie nel corso di quest'anno, e UniCredit sta valutando le sue opzioni dopo che la rivale Intesa Sanpaolo si è assicurata un quinto del mercato italiano con la conquista di Ubi.

La ricerca di Orcel del miglior deal per UniCredit potrebbe tuttavia non essere in linea con gli sforzi del Tesoro per cedere la sua quota in Mps, costata 5,4 miliardi nel 2017, mentre adesso la banca necessita di un'iniezione di altri 2,5 miliardi.

Via XX Settembre, secondo una fonte vicina alla situazione, si aspetta che il prossimo premier, l'ex numero uno della Bce Mario Draghi, dia corso ai piani di riprivatizzazione della banca senese in modo che non rischi di diventare un persistente peso per le finanze pubbliche.

"Draghi ha ... la credibilità e l'autorità per convincere gli azionisti di UniCredit che un eventuale accordo potrebbe essere nel loro interesse", ha detto Andrea Resti, docente dell'Università Bocconi di Milano e adviser del Parlamento europeo sulla vigilanza bancaria.

Secondo Resti gli "ingredienti" per una nuova ondata di consolidamento bancario in Italia ci sono tutti: "Valutazioni a sconto, anche se sempre meno tali, incentivi fiscali e tagli dei costi come, in sostanza, unica leva di profitto".

Ma Mps non è l'unica partita sul tavolo. Anche Banco Bpm, radicato nella ricca Lombardia, è alla ricerca di un partner.

UniCredit e Banco Bpm insieme raggiungerebbero una quota di mercato di oltre il 20% nel Nord Italia, rivaleggiando con Intesa Sanpaolo, secondo i calcoli degli analisti di JP Morgan.

Sebbene Mps sia vendibile solo una volta liberata dai rischi legali, alcuni banchieri sostengono che il pesante passato della banca toscana giochi comunque a favore di Banco Bpm nelle scelte di UniCredit, cosi come le fabbriche prodotto in dote alla banca guidata da Giuseppe Castagna, tra cui la partecipazione in Anima

D'altra parte, nell'ambito del pacchetto di misure per facilitare un'eventuale acquisizione di Mps da parte di UniCredit, il Tesoro punta ad una cessione di Npl dal valore di 14 miliardi dalla seconda banca italiana ad Amco, oltre alla copertura pro-quota dell'aumento di capitale.

"Guardando solo all'Npe ratio e alla capitalizzazione di mercato Mps ha un suo perché" commenta un banchiere.

Con Mps l'istituto di Gae Aulenti aumenterebbe la quota di mercato attorno al 17% in termini di filiali, non lontano dal 19% che raggiungerebbe insieme a Banco Bpm, secondo Jp Morgan.

Il FATTORE TEMPO

Orcel, in contatti preliminari con il Tesoro dopo la designazione a Ceo, ha indicato Banco Bpm quale opzione preferita, secondo una fonte informata sulle discussioni.

Secondo la fonte l'ex numero uno dell'investment banking di Ubs non ha escluso una fusione a tre, se UniCredit non riuscisse a sfilarsi dal dossier Mps.

UniCredit non ha commentato, mentre non è stato possibile avere un commento da Orcel.

Un'operazione di fusione a tre implica rischi di esecuzione elevatissimi anche se potrebbe dar luogo a forti sinergie di costo, con migliaia di posti di lavoro a rischio.

UniCredit e Banco Bpm hanno avuto dei contatti preliminari la scorsa estate, ma secondo alcune fonti a conoscenza delle discussioni le condizioni per un accordo non ci sarebbero più, alimentando uno scenario di Opa da parte della banca di piazza Gae Aulenti.

Dopo la fine delle discussioni lo scorso anno con UniCredit, le attenzioni di Banco Bpm si sono indirizzate a Bper Banca con i due istituti che puntano a raggiungere un possibile accordo entro il primo semestre, secondo fonti vicine alla situazione.

Gli scenari M&A di Bper sono legati ai progetti del suo primo azionista Unipol di allargare la rete di distribuzione dei propri prodotti assicurativi.

Orcel inizierà formalmente a lavorare come nuovo Ceo di UniCredit solo a valle dell'assemblea sul rinnovo del Cda ad aprile, offrendo a Banco Bpm e Bper una finestra di tempo per accelerare i colloqui che sono ripresi dopo una pausa, secondo una persona vicina alla situazione

Oggi il numero uno del gruppo Unipol, Carlo Cimbri ha detto di essere aperto alle opzioni M&A disponibili per Bper, ma la banca ha bisogno di tempo per integrare gli sportelli ex Ubi. Inoltre l'istituto modenese dovrà rinnovare il Cda in primavera.

Una decisione rapida potrebbe tuttavia diventare necessaria per stringere un accordo che gli analisti di Exane-BNP Paribas hanno descritto come "l'alternativa più attraente per il management di Banco Bpm e ... l'unica opzione 'transformativa' disponibile per Bper".

"Ci sono molti pezzi che dovrebbero mettersi rapidamente a posto: valutazioni, ruoli, governance, inclusa la posizione di Unipol. È difficile, ma la minaccia di Orcel forse è proprio ciò che potrebbe renderlo possibile", ha commentato un banchiere.

(Hanno collaborato Pamela Barbaglia a Londra, Stephen Jewkes e Gianluca Semeraro a Milano; in redazione a Milano Gianluca Semeraro)