Foibe, Rampelli: su commissione libri testo ministra non sia di parte

Pol/Bac

Roma, 10 feb. (askanews) - "Nel totale silenzio dei media, la neoministra dell'Istruzione Azzolina realizza ciò che nel 2000 avevo richiesto: una commissione di esperti sullo studio della storia. Esattamente quello che era previsto nella mozione approvata dal Consiglio regionale del Lazio all'epoca del governatore Storace. Venimmo crocifissi per attentato alla sacralità della storiografia marxista, accusati di voler riscrivere la Storia sostituendo l'ortodossia comunista con quella revisionista, negazionista addirittura fascista". E' quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

"La polemica - aggiunge - durò mesi con scontri al massimo livello nazionale con toni oltremisura. Ma ebbe tuttavia anche l'imprevisto merito di scoperchiare un problema enorme, quello della mancanza di pluralismo culturale con tanto di vergognose e inaccettabili omissioni sulle foibe, definite da diversi manuali di storia come mere depressioni geologiche. Il prof. E Ministro Tullio De Mauro, linguista di enorme fama nel suo dizionario della lingua italiana definiva le foibe 'depressione carsica a forma d'imbuto costituita dalla fusione di più doline, al fondo della quale si apre un inghiottitoio, usata anche come fossa comune per occultare cadaveri di vittime di eventi bellici'. Nessun accenno allo sterminio di intere famiglie italiane ad opera dei comunisti di Tito. Fu allora, davanti al tentativo di nascondere ai ragazzi della scuola dell'obbligo la verità storica che deflagrò il violento conflitto politico e fioccò la terribile accusa di voler censurare gli autori dei manuali scolastici. La Regione Lazio rinunciò all'istituzione della commissione di storici, ma approvò la proposta di legge a mia firma per istituire la Giornata del Ricordo, anticipando il parlamento nazionale. Mi auguro che il ministro Azzolina renda pubblica la decisione su questa commissione, che si parli nel provvedimento istitutivo di necessità di garantire il pluralismo culturale, la verità storica e di bandire ogni forma di negazionismo", conclude.