Fondazione Open, Bobo Craxi: "Solidale con Renzi"

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"Dalla Procura di Firenze mi pare ci sia un'attenzione particolare, non grido al complotto ma dire che c'è una certa persecuzione è del tutto realistico. Io rimprovero a Renzi una cosa sola, l'aver spalleggiato un certo moralismo nella politica, un novismo populista che gli si è ritorto contro, ma è un destino che non è legato solo a lui... i prossimi saranno i 5 Stelle". Lo dice all'Adnkronos Bobo Craxi, intervenendo sulla vicenda giudiziaria che ha investito Matteo Renzi e la sua Fondazione Open. Il tema del finanziamento ai partiti lo tocca in prima persona, visto che il padre Bettino, leader del Psi, coinvolto nelle inchieste che spazzarono via la Prima Repubblica, denunciò nel celebre discorso alla Camera dei deputati la presunta ipocrisia del sistema del finanziamento ai partiti.  

"Il meccanismo è sempre lo stesso, abbastanza consolidato - per Craxi - quando ci si indebolisce, si diventa più vulnerabili e diventa più facile finire sotto attacco. Che ci fosse" in Renzi "una capacità di attrazione di finanziamenti in questi anni si era visto, una capacità in qualche modo parallela rispetto al partito: è evidente che una posizione di potere attrae più facilmente investimenti del comparto economico, contributi di sostegno, per me un sostegno democratico. Che poi andando a spulciare nelle fatture magari spunterà una bottiglia di vino o un pranzo pagato... be', questa mi sembra un'inutile curiosità". E anche la vicenda del mutuo per l'acquisto di casa, "mi sembra una vicenda legata al fatto che Renzi fosse una personalità politica preminente". 

Eppure, ricorda Bobo Craxi, "su Renzi io non mi sono mai risparmiato in quanto a critiche: anche sul referendum, mi ero opposto in maniera ferma. Ma da quando ha perso potere io credo che le critiche nei suoi confronti abbiano superano i livelli di guardia, sono assolutamente solidale" a un uomo "che resta una delle poche personalità nel panorama politico. Le Fondazioni, del resto, sono le strumento più idoneo per promuovere e finanziare la politica democratica, ed è evidente che il confine tra la fondazione e una corrente di partito è molto labile".  

Craxi resta fortemente contrario all'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, una "mina" per la tenuta del sistema democratico. "Il problema nasce da lontano, da ciò che è avvenuto 25 anni fa - rimarca - che ha portato a una destrutturazione o distruzione dei partiti, finendo per infettare il sistema democratico alimentando errori, prima tra tutti l'abolizione del finanziamento. La democrazia ha un costo, è evidente che tutte le forme succedanee prestano il fianco a qualsiasi tipo di incursione". 

E "la via giudiziaria porta alla liquefazione delle istituzioni", gettando "discredito sulla politica. L'Italia, del resto - dice ancora Craxi - è stata l'incubatrice della crisi della democrazia occidentale: i rischi si denunciavano nel '93, oggi ne vediamo le conseguenze".  

Ma sullo stop al finanziamento pubblico ai partiti è ora difficile tornare indietro. "I partiti del futuro - secondo Craxi - potranno rivendicare che quello del finanziamento della politica è un principio sano, un metodo funzionale, ma solo quando riacquisteranno capacità di penetrazione reale nella società. Oggi siamo alle prese con partiti liquidi", in un regime di "video-democrazia. Non c'è la forza per tornare indietro, quindi saremo sempre alla merce' di queste forme di partiti che si rivolgono a una società senza popolo".