Fondi Lega, Matteo Salvini: "Sono tranquillo, non ho paura"

Giacomo Galanti
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(Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
(Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

“Non do giudizi sulle inchieste, sono assolutamente tranquillo e non ho paura di niente e di nessuno”. Risponde così il segretario della Lega, Matteo Salvini, a una domanda sulle inchieste in Lombardia a margine della “Due Giorni di ALIS - La ripresa per un’Italia in Movimento”.

E a chi gli chiede se teme un impatto sulle elezioni dei problemi giudiziari risponde: “No, inchiesta più inchiesta meno non so più quante ne ho sui soldi in Russia, sui soldi in Svizzera, sui soldi in Liechtenstein. Non ci sono quindi...”.

Questa mattina il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano ha effettuato acquisizioni di documenti nella sede della Lombardia Film Commission nell’inchiesta sulla presunta compravendita a prezzo gonfiato di un immobile a Cormano, nel Milanese. Indagine che due giorni fa ha portato al fermo di Luca Sostegni, presunto prestanome di Michele Scillieri, commercialista vicino alla Lega e indagato assieme ad altri due professionisti. L’inchiesta si muove in parallelo con quella genovese sui fondi della Lega.

Proprio a Luca Sostegni, il presunto “prestanome” di Michele Scillieri fermato due giorni fa prima che andasse in Brasile nell’ambito dell’inchiesta su una presunta compravendita gonfiata di un immobile per la Lombardia Film Commission, sarebbero stati consegnati 5mila euro in contanti e gli sarebbe stato promesso di avere, in cambio del suo silenzio, 1.000 euro ogni 20 giorni. Ciò sarebbe avvenuto poco prima che venisse fermato.

A Sostegni, oltre al peculato viene contestata anche l’estorsione: avrebbe chiesto a Scillieri, a Alberto Di Rubba, ex presidente della fondazione ed ex revisore dei conti della Lega alla Camera, e Andrea Manzoni, altro professionista di fiducia del Carroccio, 50 mila euro in cambio del suo silenzio, ma ne aveva ricevuti soltanto 20mila. Da quanto si è appreso, prima che venisse fermato a Milano nella notte tra mercoledì e giovedì scorso, dopo aver fatto sparire alcuni documenti in Toscana, avrebbe incontrato Scillieri.

A Sostegni, liquidatore di una delle società utilizzate per l’operazione di compravendita, poco prima di finire in carcere sarebbero stati consegnati 5mila euro in contanti e gli sarebbe stata fatta la promessa di avere tranche da 1000 euro ogni 20 giorni su una ricaricabile.

Dalle casse della Lombardia Film Commission uscirono 800mila euro di fondi regionali per l’acquisto del capannone a Cormano. Denaro che, poi, in parte sarebbe arrivato ai professionisti, i cui nomi sono già emersi nel caso dei 49 milioni della Lega spariti, e in parte sarebbe finito su una rete di società su cui sta indagano la Procura. Tanto che sono stati acquisiti documenti anche alla Fidirev, fiduciaria che controllava “Futuro partecipazioni”, altra società amministrata da Scillieri, e proprietaria di Andromeda che ha venduto l’immobile. E ieri è stato sentito il presidente della fiduciaria Roberto Tradati come teste in Procura.

Tra domani e dopodomani Sostegni sarà interrogato dal gip (i pm stanno inoltrando richiesta di convalida e misura in carcere) e gli investigatori puntano ad individuare la “destinazione finale” dei flussi di denaro.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.