Fondi Lega, Sostegni patteggia 4 anni e 10 mesi

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Luca Sostegni, presunto prestanome del commercialista Michele Scillieri, arrestato nell'inchiesta sul caso Lombardia Film Commission, ha patteggiato 4 anni e 10 mesi e una multa di 1.000 euro. Il 62enne arrestato lo scorso luglio, da novembre era ai domiciliari. E' stato il gip di Milano Raffaella Mascarino a ratificare il patteggiamento per Sostegni, il quale ha versato 20mila euro come risarcimento.

Sostegni, il quale è accusato di peculato, reati fiscali e tentata estorsione, dopo l’arresto ha subito iniziato a collaborare con i magistrati, l’aggiunto Eugenio Fusco e il pm Stefano Civardi, titolari dell’inchiesta. Nei suoi interrogatori ha permesso di ricostruire i ruoli dei protagonisti dell’inchiesta, a partire dai commercialisti della Lega in Parlamento, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, fino a Michele Scillieri e all'imprenditore Francesco Barachetti, tutti coinvolti nell’affare con al centro la compravendita del capannone di Cormano. Sostegni in cambio del suo silenzio nella vicenda è riuscito a ottenere solo 20mila euro, la cifra versata per il patteggiamento accolto dal gip Mascarino, la quale ha riconosciuto la confessione resa dal 62enne e la restituzione di quanto sottratto. Se la procura è pronta a chiedere per gli altri arrestati l’immediato, le indagini non si fermano per tentare di capire quale fosse la destinazione finale del denaro delle diverse compravendite.

"Abbiamo deciso questa linea con l’avvocato, speriamo sia utile per capire quali sono le mie responsabilità e quelle degli altri. Saranno i giudici che dovranno chiarire le mie responsabilità: ritengo di averne ma marginalmente, chi se ne è approfittato si saprà", ha spiegato Sostegni. Per il 62enne chi se ne è approfittato maggiormente, "penso che siano Di Rubba e Manzoni", i due contabili legati alla Lega e coinvolti nell’inchiesta milanese che mira a far luce anche su eventuali fondi neri destinati al Carroccio.

"Io direttamente non ho avuto rapporti con la Lega", ha aggiunto. Per il 62enne sono i due commercialisti della Lega, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, i presunti registi delle operazioni su cui indaga la procura. "Non solo loro, anche Michele Scillieri ha la sua parte poi chi c’è dietro, se ci sono, questo non posso saperlo. Dalle mie informazioni il cerchio finisce li. Io direttamente non ho avuto rapporti con la Lega, se indirettamente ci sono stati saranno i giudici a stabilirlo".

La possibilità che parte dei soldi delle compravendite al centro dell’inchiesta dei pm Eugenio Fusco e Stefano Civardi siano parte del presunto tesoro nascosto della Lega, "Può darsi, non lo escluso ma a me piace parlare delle cose che so. Io quei soldi non li ho visti altrimenti non ero qui", sottolinea Sostegni.

"Io i contatti li ho avuti con Scillieri, io credo che lui alla fine sia stato quello che ha cercato di soddisfare in tutti i modi le mie esigenze che poi erano quelle concordate. Gli altri due (Di Rubba e Manzoni, ndr) assolutamente no, fra i tre è stato sicuramente il più onesto. Io ho solo partecipato a un incontro con loro due, dopo di quello era Scillieri che teneva questi rapporti. Io riferivo a Scillieri, mentre Baracchetti l’ho conosciuto per la ristrutturazione del capannone e poi per il tentativo di vendita di alcune cantine". Francesco Baracchetti, anche lui coinvolto nella stessa inchiesta, sarebbe riuscito a ottenere più denaro secondo gli inquirenti e questo perché, secondo Sostegni "Io non sono un uomo diretto, Baracchetti sì". A chi gli chiede se ci fossero uomini ‘diretti’ al servizio della Lega, replica "Penso di sì, è alla luce del sole", conclude.