Fondi russi alla Lega, Pd chiede sfiducia per Salvini

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Nel pomeriggio di mercoledì, il premier Conte ha riferito al Senato sulla questione dei presunti finanziamenti russi alla Lega. Il clima in Aula non è stato però dei più sereni. Il premier è infatti stato interrotto più volte nel corso del suo intervento, al punto che la presidente Casellati è stata costretta ad intervenire per calmare i contestatori. Una parte dei senatori pentastellati ha poi lasciato l’Aula non appena Conte ha iniziato a parlare, in segno di protesta: “Non doveva riferire lui” hanno detto. Il malcontento del Pd si è invece manifestato in ben altra maniera, ovvero con la richiesta di sfiducia contro Matteo Salvini: “Nell’immediato, il Pd presenterà una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Salvini, che scappa dalle sue responsabilità” ha annunciato il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci.

Fondi russi, Pd dice basta

“Mentre il premier Conte parla del Russiagate, in Aula i senatori del Movimento 5 Stelle che lo sostengono sono fuori dall’aula. Non c’è più una maggioranza. Si metta fine a questa agonia, a casa e subito al voto” ha replicato su Twitter il segretario Nicola Zingaretti, che ha proseguito: “È giusto presentare una mozione di sfiducia a garanzia di tutti gli italiani, affinché questo ministro, oltre che fare passeggiate e sorrisi, si occupi un pò anche del nostro Paese. Sono giorni che chiediamo al ministro di dire la verità e di venire a dirla in Parlamento: oggi Conte ha ammesso che da Salvini non ha avuto nessuna notizia“.

Salvini: “Una medaglia”

Come spesso accade, il vicepremier Salvini non ha tardato a replicare alle critiche mosse. “La mozione di sfiducia del Pd di Renzi, Boschi e Zingaretti contro di me? Una medaglia. Come le denunce di Carola e delle Ong, gli insulti dei centri sociali, le minacce dei Casamonica. Io non mollo, indietro non si torna” ha scritto sul proprio profilo Twitter.