Fondi russi, Salvini a Di Maio: “Devo andare a parlare di cene?”

salvini di maio

Luigi Di Maio, nei giorni scorsi, aveva più volte ribadito che Matteo Salvini avrebbe dovuto riferire in Parlamento relativamente al caso dei presunti fondi dalla Russia. Ma non è stato necessario attendere troppo per sentire la replica del leader della Lega: “Non è per mancanza di rispetto verso il Parlamento. E’ che se pure andassi a riferire al Senato, non avrei proprio niente da dire. Di cosa dovrei parlare in aula, di cene?” ha detto riferendosi espressamente a quanto affermato in una nota dal premier Conte. Nel frattempo, nella giornata di lunedì inizieranno le audizioni da parte della Procura per chiarire maggiormente il contenuto del famoso audio diffuso dall’americano BuzzFeed.

Fondi russi, Salvini risponde

Il ministro dell’Interno ha fatto sapere di essere “tranquillissimo, niente affatto nervoso e per nulla preoccupato”. “Io rispetto magistrati – ha dichiarato più volte -, lasciamoli lavorare e non diciamo nulla finché l’inchiesta è in corso. Questa storia russa è poco più di un gossip e sa molto di montatura. Sono convinto che si sgonfierà presto”. Dello stesso avviso anche i collaboratori del vicepremier, che fanno riferimento al caso Siri: “Ne avete più sentito parlare, dopo che è stato costretto a dimettersi da sottosegretario?”. “Il governo non cade su Savoini, cade se non si fanno le cose” afferma poi.

La richiesta di Di Maio

“Quando il Parlamento chiama, il politico risponde. Il Parlamento è sovrano e lo dice la nostra Costituzione” ha scritto Di Maio su Facebook. “Quando si ha la certezza di essere strumentalizzati, l’Aula diventa un’occasione per difendersi e rispondere per le rime alle accuse, se considerate ingiuste” ha argomentato il leader 5 stelle. “Se ci sono sospetti su finanziamenti ai partiti, si fa una commissione di inchiesta per tutti i partiti. Riteniamo doveroso garantire la tracciabilità dei soldi che un partito incassa durante una campagna elettorale. Il M5s, con la SpazzaCorrotti, ha obbligato tutti a rendere pubbliche le donazioni, non ci si può tirare indietro”.