Fontana: "Commessi errori, ma non quelli che ci contestano"

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"Sono convinto che di errori ne siano stati commessi molti, sicuramente, ma non sono quelli che ci vengono contestati. Dovremmo rivedere le cose, come sono andate e il loro evolversi. Un errore che non ripeterei è stato all’inizio, quando, cercando di tenere alta l’attenzione provavo a dire che la cosa rischiava di essere pericolosa e sono stato spento dalle polemiche. Avrei dovuto andare sicuramente contro le polemiche e insistere, per evidenziare come fossi convinto che la situazione rischiava di essere davvero molto grave". Lo ha detto il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ai microfoni di 'Centocittà' su Rai Radio 1. 

"Poi - ha spiegato Fontana - sicuramente nell’evoluzione ci sono stati degli errori, piccoli, medi o grandi non lo so. Sicuramente abbiamo affrontato una situazione che nessuno conosceva e soprattutto una situazione che nessuno immaginava potesse essere così grave e pericolosa per la salute dei cittadini. Una situazione che poi si è replicata in altre parti del mondo in modo altrettanto grave. Noi siamo stati i primi ad affrontarla”. 

A ferirlo "molto", ha sottolineato Fontana "è quando vengo accusato delle Rsa, cosa che non vera perché la delibera andava in una direzione ben chiara ed è stata utilizzata solo da 15 Rsa rispetto alle 710 che ci sono sul territorio. Rimango male quando mi si dice che è colpa mia se i medici di base non avevano dispositivi e mascherine, cosa che non era compito della Regione. Sono tante le cose che non sono vere oggettivamente ma che mi vengono ormai addebitate come un dato di fatto oggettivo”. Poi, rispondendo a chi gli chiedeva conto delle polemiche da parte dei manifestanti che sono scesi in piazza sabato a Milano per chiedere il commissariamento della Lombardia, Fontana ha spiegato che sulla sanità “bisogna cercare di migliorare, anche se nessuno degli argomenti che usavano questi signori hanno un minimo di fondamento. Sono affermazioni che lasciano il tempo che trovano". Quindi ha aggiunto: “Noi stiamo cercando di apportare modifiche, cambiamenti che possano migliorare la sanità ulteriormente. Stiamo costituendo un gruppo di studio, abbiamo individuato una serie di esperti per controllare nel dettaglio i dati che possono essere ulteriormente migliorati”. 

"Preoccupazione deve esserci sempre, bisogna tenere alta la guardia perché non sappiamo come si comporterà questo virus. Non possiamo lasciarsi sorprendere un’altra volta, dobbiamo essere assolutamente attenti", ha detto ancora il governatore. "I numeri oggi - ha osservato Fontana - vanno nella direzione di un continuo rallentamento e diminuzione della violenza del virus. La cosa più importante è che si riducano sempre più i ricoveri e i ricoveri in rianimazione. Poi, quello che dicono gli scienziati è che attualmente il virus appare in forme meno aggressive e meno forti di quanto non fosse" all’inizio.  

Per quanto riguarda l’ospedale alla fiera di Milano per i pazienti Covid, Fontana assicura che non è stato fatto per "obbedire a Palazzo Chigi", ma "l’abbiamo realizzato perché ci trovavamo in un momento drammatico, in cui i letti in rianimazione erano praticamente finiti e avevamo ancora tanti malati che entravano ancora negli ospedali". 

“Lo abbiamo realizzato - ha sottolineato il governatore lombardo - perché era necessario predisporre una diga all’evolversi di questo virus. Lo abbiamo mantenuto perché lo Stato ci ha dato obbligo di realizzare 1.400 letti di rianimazione, rispetto ai 700 che avevamo prima della crisi. Quindi 200 dei 700 letti in più troveranno sede nell’ospedale della Fiera perché è giusto predisporli per eventuali future evenienze”.