Fontana: disabili e centenari a seggi in Emilia? Strumentalizzato

Asa

Milano, 28 gen. (askanews) - "Voler far passare le mie parole come un attacco agli elettori emiliano-romagnoli o, peggio ancora come un attacco addirittura ad anziani e disabili, è puerile e semplicemente spiega il livello di chi usa queste argomentazioni". Lo ha precisato su Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo le polemiche suscitate dalle sue dichiarazioni di stamani a proposito del voto regionale in Emilia Romagna. "Si è vista in tv gente di più di cento anni portata ai seggi, disabili accompagnati con i pulmini, una mobilitazione degna dei tempi andati per salvare quel che resta di un'idea che ormai è svanita" aveva detto a proposito del voto che ha portato alla riconferma alla presidenza di Stefano Bonaccini, esponente del Pd che ha battuto la leghista Lucia Borgonzoni.

"Una mia estrema sintesi sul risultato delle elezioni, utile a rendere l'idea di quanto fossero decisive per il Pd, è stata ripresa e strumentalizzata - in maniera qualche volta isterica - da molti esponenti regionali e nazionali dello stesso partito, per indicarmi al pubblico ludibrio" ha aggiunto Fontana riferendosi, tra gli altri, a Vinicio Peluffo e Fabio Pizzul, segretario regionale e capogruppo in Regione del Pd, secondo i quali "se una o più persone disabili hanno votato per confermare il governatore Bonaccini è perché in Emilia Romagna si sentono tutelate e non volevano essere trattate come i disabili gravi lombardi".

"Le mie dichiarazioni volevano solo rendere evidenti e spiegare la straordinaria mobilitazione messa in campo dalla macchina elettorale emiliano-romagnola per non perdere il governo di quella Regione, divenuta come si è visto, contendibile. Lascio agli altri gli insulti e mi scuso se qualcuno si è sentito offeso" ha proseguito Fontana nella sua replica.

Era intervenuto sul tema anche il senatore del Pd Franco Mirabelli secondo il quale la Lega "anziché ammettere la sconfitta e gli errori fatti, istintivamente se la prende coi più deboli, gli anziani e i disabili, come se fossero cittadini di serie B e la cui opinione non dovrebbe contare. È triste vedere il Presidente di una grande e civile Regione come la Lombardia irridere alla partecipazione democratica di chi, con più difficoltà di altri a causa dell'età o della disabilità, ha esercitato un proprio sacrosanto diritto".