Fontana: insostenibile scuola al 100% con mezzi pubblici al 50%

Red
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Milano, 20 apr. (askanews) - "Siamo pronti per le riaperture. Per quanto riguarda il trasporto pubblico i tavoli con le prefetture sono sempre stati aperti, è chiaro che dobbiamo risolvere il problema della scuola in presenza al 100% e l'affollamento dei treni al 50%, è un problema che abbiamo già evidenziato al governo". Lo ha detto a Buongiorno su Sky TG24 il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. "È un'equazione abbastanza insostenibile - ha aggiunto - pretendere che i mezzi di trasporto abbiano un riempimento al 50%, dovendo trasportare gli studenti che dovrebbero rientrare a scuola al 100%".

"Ci sono una serie di ipotesi e soluzioni, la più semplice sarebbe quella di dilazionare l'ingresso degli studenti nelle scuole, con orari differenziati. Dare comunque autonomia alle scuole, che possano fare delle scelte compatibili con le due esigenze e che varino da territorio a territorio - ha spiegato - Le criticità della Lombardia sono le criticità di tutte le Regioni, che si trovano ad affrontare un problema di difficile soluzione. Se il trasporto pubblico è stato previsto perché venga riempito al 100%, nel momento in cui possiamo riempirlo solo fino al 50% è chiaro che c'è qualcosa che non può funzionare, che non è compatibile. Per gli edifici scolastici varia da situazione a situazione, ce ne sono alcuni in cui è possibile fare il distanziamento, altri in cui è più difficile".

Quanto alla riapertura il presidente Lombardo ha detto che "da un punto di vista ideale la scuola sarebbe la prima cosa che deve funzionare in presenza, sempre, perché è fondamentale per i nostri ragazzi. Che in questa situazione esistano una serie di problemi è altrettanto vero. Partendo dal presupposto della necessità di riaprire, bisogna trovare soluzioni intermedie che ci consentano di riaprire e rispettare le regole". "La priorità in assoluto è tenere le scuole aperte. È sempre stato un momento di sofferenza costringere i nostri bambini e ragazzi a dover rimanere a distanza, non poter socializzare - ha concluso - non poter fare la vita che abbiamo fatto tutti noi e che ci ha consentito di diventare adulti serenamente".