Fontana: "Qui a Codogno storia Paese è cambiata"

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"Il 20 febbraio scorso qui a Codogno la storia del nostro paese è nuovamente mutata, dolorosamente e soprattutto inaspettatamente. Un male imprevedibile ha travolto la vita dei nostri uomini e delle nostre donne e ha devastato con incredibile violenza la terra di Lombardia". E' uno dei passaggi del discorso del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana pronunciati in occasione della Festa della Repubblica proprio da Codogno davanti al capo dello Stato Sergio Mattarella che ha voluto rendere omaggio alla città simbolo della lotta al coronavirus.  

"Questo spirito di vicinanza di tutto il Paese nei nostri confronti - anche il resto del Paese ha sofferto magari un po' meno di noi ma ha sofferto tantissimo -, questo spirito di vicinanza e di condivisione deve essere il motore per una ripartenza di un Paese unito, pur nelle sue differenze. 'Dove ha lacrime un'alta sventura, Non c’è cor che non batta per te' queste sono le parole del Manzoni alle quali voglio fare riferimento per dire che con queste parole dobbiamo continuare ad amare il nostro territorio e la nostra Italia. Viva la Lombardia, viva l'Italia". ha sottolineato Fontana. ricordando proprio nella città simbolo della lotta al Covid 19, come "l'emergenza sanitaria ha posto a dura prova i cittadini, le imprese, le istituzioni colpiti da una tragedia che ha e avrà conseguenze importanti sulla nostra economia e sul nostro modo di essere. Ora ci approcciamo a una nuova normalità".  

Un virus che ha colpito in modo violento la Lombardia, ma davanti al Presidente della Repubblica, il governatore lombardo sottolinea come "nei giorni trascorsi non è mai mancata la solidarietà e la vicinanza dell'Italia tutta", a partire dal "nostro Presidente che ha sempre, in ogni momento, dimostrato la sua presenza, si è sempre interessato personalmente per sapere come stessero andando le cose sul nostro territorio. Lo ringraziamo per oggi, ma lo ringraziamo per tutto quello che ha fatto anche in questi mesi", conclude Fontana.  

"La Lombardia ha contato troppe vittime, uomini e donne dietro le quali ci sono famiglie, ci sono storie, ci sono affetti che noi dobbiamo ogni giorno ricordare e a cui va il nostro cordoglio. Ma dobbiamo anche ricordare le migliaia di malati che sono state curate con indicibile attenzione, con una forza e una determinazione che soltanto i nostri medici, i nostri infermieri, i nostri volontari hanno saputo dare", ha detto ancora Fontana.