Food, ecco ‘Miele Calabro’, brand unico e rete d’imprese

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Cosenza, 28 lug. (Labitalia) – Valorizzare al meglio un prodotto che più di altri racconta la ‘biodiversità’ della Calabria. E farlo attraverso un brand unico, sostenuto da una rete d’imprese più ampia possibile. Con questo obiettivo è nato ‘Miele Calabro’, progetto promosso da Ara (Associazione regionale allevatori) Calabria nella persona del presidente Michele Colucci, realizzato da Agri solution, partner tecnologico, utilizzando i fondi del Psr Programma apistico 2021-2022 (Azione A.3 Azioni di comunicazione Azione H.1 miglioramento della qualità dei prodotti per una loro maggiore valorizzazione sul mercato).

Di castagno e di eucalipto, di arancio e di mandarino o ancora di sulla e di tanti altri tipi il protagonista del progetto è il miele. E per promuoverlo ecco un portale on line, www.mielecalabro.it, e diverse azioni di comunicazione anche sui social. “Miele Calabro è una rete di imprese, volta a valorizzare il miele calabrese -racconta ad Adnkronos/Labitalia Michele Colucci, presidente di Ara Calabria attraverso un unico brand, aiutando in questo modo i produttori più piccoli, che non hanno capacità di comunicazione e di marketing per promuovere il proprio prodotto. Quindi valorizzare il miele attraverso un’unica etichetta, che nel retro però può essere differenziata da ogni azienda che fa parte della rete con il proprio nome”.

E un unico brand vuole dire “più forza, più massa critica, più capacità contrattuale, maggiore valorizzazione del prodotto, una migliore quotazione sul mercato”.

Un’iniziativa voluta dal presidente di Ara Calabria Michele Colucci per essere vicina ai propri associati che operano nel settore apistico. “L’Ara Calabria conta più di cento associati apistici e la Rete di Miele Calabro avrà la stessa capacità perché questa iniziativa nasce dalla volontà di Ara Calabria, che è l’associazione regionale allevatori e che ha utilizzato al meglio i fondi del Psr volti alla valorizzazione del settore apistico per creare questa Rete e questo portale, con la comunicazione realizzata anche sui social”.

Un racconto che vuole evidenziare la ‘ricchezza’ della Calabria in questo settore agroalimentare. “Il miele calabrese è lo specchio della nostra Regione, della nostra naturale biodiversità che conferisce al miele quelle caratteristiche organolettiche uniche. La Calabria si distingue rispetto alle altre regioni per la sua biodiversità e le api sono proprio l’essenza della biodiversità in natura”, concludono da Ara Calabria.

E soddisfatto dell’iniziativa Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura. “Noi abbiamo licenziato in consiglio regionale una legge quadro che organizzi questo settore, a cui teniamo molto. Abbiamo una moltitudine di mieli che si producono nella nostra regione: quello di acacia, quello di castagno, di arancio, e altri tipi ancora: testimoniano la straordinaria ricchezza in termini di biodiversità che la nostra regione manifesta attraverso la produzione di miele”, sottolinea.

“Tra gli obiettivi della nostra azione c’era quello di fare un marchio unico e organizzare gruppi di produttori e questo sta facendo l’Ara Calabria che ha affidato questo progetto ad Agri Solution e sta cercando di organizzare in termini di produzione il settore, visto che finora avevamo grandi quantità di miele sfuso che andavano ad arricchire le quantità di produzione di altre regioni”, sottolinea.

E ‘Miele Calabro’ può rappresentare una ‘best practice’ per la regione. “Senza dubbio questo progetto rappresenta un esempio importante a cui teniamo molto anche per gli altri settori agricoli”, conclude.

Per il presidente di Ara Calabria, Michele Colucci “il nostro obiettivo era realizzare una rete d’imprese per valorizzare al meglio il miele prodotto dai nostri associati apicoltori. Lo abbiamo fatto creando un logo e un’etichetta comune, Miele Calabro, che punteremo a diffondere il più possibile anche attraverso i social e i diversi canali di comunicazione per far conoscere anche al di fuori dei nostri confini il ‘nettare’ prodotto dalle nostre aziende, che non è da meno rispetto a quello realizzato in altre regioni d’Italia. E con il marchio unico avremo più forza”, conclude.

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