Fornero: evitato rischio isolamento, ora rivedere Quota 100

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Roma, 12 set. (askanews) - Con la formazione del nuovo governo "abbiamo evitato un grosso rischio, quello di un governo che ci avrebbe isolati non solo in Europa ma nel mondo, e che avrebbe condotto e radicalizzato delle politiche incattivite come quelle che abbiamo visto negli ultimi 14 mesi. Ma", avverte, "non dobbiamo esagerare nel creare un ottimismo che potrebbe trasformarsi in delusione". Lo dice l'ex ministra del Lavoro Elsa Fornero, a Circo Massimo su Radio Capital.

Le dichiarazioni di Salvini, ma anche di esponenti del governo a lui vicini come Borghi e Bagnai, hanno provocato più volte impennate dello spread: in questi mesi l'Italia ha pagato una Salvini tax? Per Fornero "sicuramente è così. Si possono anche criticare i mercati, i leader degli altri Paesi e le istituzioni, ma ci vogliono argomenti e non solo sparate. Ci vuole pacatezza e ci vuole anche autorevolezza, e Salvini non ne ha. È solo stato un grande imbonitore". Quanto ai continui attacchi che il leader leghista le rivolge, "ho una forza interiore che lui ha dimostrato di non avere, lo abbiamo visto quasi impaurito".

Il nuovo governo, secondo la ex ministra, è riuscito "a evitare un pericolo, e i risultati un pochino già si vedono in termini di spread e mercati e di relazioni con le istituzioni europee, ma tutto il resto è da fare, e i problemi restano. Se il presidente Conte, i ministri e i partiti che appoggiano il nuovo governo lo capiscono, forse abbiamo una chance". Fornero non ha dubbi su come dovrebbe essere gestita quota 100 dal Conte 2: "Tenere il 2020, rivedere il 2021 e dire chiaramente fin da ora che non verrà prorogata, perché fu una scelta insensata. Nel 2021 - chiarisce - direi di fare qualche correzione, magari facendo quota 101 o 102, lasciando comunque quota 100 ad alcune categorie". E l'alleanza giallorossa? Reggerà? "Reggerà se alcuni ministri capiranno che devono cambiare registro. Di Maio che convoca alla Farnesina i ministri dei 5 stelle non mi sembra che abbia un atteggiamento di cooperazione. E mi sembra che Zingaretti abbia dovuto trangugiare abbastanza", conclude la professoressa, "Il segretario del Pd ha fatto scelte difficili e dolorose per il bene del Paese, mentre altri fanno scelte avventate e rischiose pensando al loro tornaconto personale...".