Forse ad una svolta la contesa tra Atene e Londra sui marmi del Partenone

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AGI - Atene ci riprova: vuole indietro le sculture "rubate" del Partenone. Il premier Kyriakos Mitsotakis ha sollevato la questione alla vigilia dell'incontro la prossima settimana con Boris Johnson ma stavolta per risolvere la decennale discuta sugli Elgin Marbles fa una proposta alternativa: il governo greco si è offerto di prestare al British Museum qualche altro tesoro pur di avere indietro i marmi che 2500 anni fa adornavano il frontespizio del tempio sull'Acropoli, ad Atene, e che furono portate nel Regno Unito da Thomas Bruce, il settimo conte di Elgin, più di 200 anni fa.

Arrivare a un accordo non sarà facile: ancora nei mesi scorsi Boris Johnson ha insistito sul fatto che è la Gran Bretagna il legittimo proprietario dei marmi. Ma Mitsotakis sembra di tutt'altro avviso. "La nostra posizione è molto chiara", ha detto in un'intervista a The Telegraph. "I marmi sono stati rubati nel XIX secolo, appartengono al Museo dell'Acropoli e dobbiamo discutere seriamente di questo problema".

"Sono sicuro che, se ci fosse la volontà da parte del governo di muoversi, potremmo trovare un accordo con il British Museum: l'invio all'estero in prestito di tesori culturali che non hanno mai lasciato il Paese. Rifiutarsi di discutere l'argomento mi sembra, dato il contesto di tutto ciò che sta accadendo in termini di restituzione dei tesori culturali, un approccio piuttosto anacronistico".

Kyriakos Mitsotakis, premier greco

Al British Museum è esposta oltre la metà dei 160 metri di fregi che Fidia scolpì nel V secolo A.C. per conto di Pericle. Elgin, ambasciatore britannico a Costantinopoli dal 1799 al 1803, sostenne di aver potuto portare via i fregi sulla base di un'autorizzazione scritta delle autorità ottomane delle quali non vi è però alcuna traccia negli archivi.

I preziosissimi reperti subirono numerosi danni durante il trasporto, l'esposizione e i rozzi lavori di pulizia, che mutilarono i fregi di diversi dettagli. Fu l'inizio di una controversia lunga oltre due secoli che vide tra i protagonisti anche Lord Byron, che espresse forte riprovazione per quello che considerò un atto di vandalismo.

Mitsokatis, una volta eletto, promise di fare il possibile per ottenere la restituzione dei fregi nel 2021, in occasione dei duecento anni dall'inizio della guerra d'indipendenza greca contro gli ottomani. Su richiesta di Mitsokatis, il presidente francese, Emmanuel Macron, accettò immediatamente di restituire la porzione dei fregi conservata al Louvre in cambio del prestito di alcuni bronzi, una mossa che ha aumentato la pressione internazionale su Londra perché accolga la richiesta di Atene.

Mitsotakis ha sollevato la questione dei marmi anche nei giorni scorsi, in Francia, chiedendo negoziati tra il Regno Unito e la Grecia per riportare i fregi nel loro Paese d'origine. Ad Atene intanto i marmi rimanenti aspettano: occupano un posto d'onore al Museo dell'Acropoli, con una vista spettacolare sul Partenone stesso; e l'esposizione è fatta in modo che c'è anche spazio per ospitare facilmente l'altra metà nel caso vengano restituiti. 

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