“Fortuna”, Golino: cinema italiano ha bisogno di visioni uniche

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Roma, 24 mag. (askanews) – Quando un episodio di cronaca è troppo feroce il cinema può trasfigurarlo e raccontarlo in modo originale e visionario, senza però perdere la drammaticità dei fatti. E’ quello che succede nel film del regista Nicolangelo Gelormini, “Fortuna”, interpretato da Valeria Golino, Pina Turco e dalla giovanissima Cristina Magnotti, nei cinema dal 27 maggio. Il film parte dalla drammatica vicenda di Fortuna Loffredo, una bambina di 6 anni di Parco Verde a Caivano, periferia di Napoli, gettata dal terrazzo del suo palazzo per essersi ribellata alle violenze di un vicino.

Il film ha un’insolita struttura, con la protagonista che in una prima parte immagina e riproduce una realtà che cela un segreto e una profonda ferita, che emergeranno pian piano nella seconda parte.

Il regista spiega: “Ho stilizzato il più possibile la realtà, l’ho fatta diventare costruzione cinematografica, e ho cercato di concentrarmi su un tema. E il tema era quello del tradimento, per me”.

Questo è il primo lungometraggio di Gelormini, che è stato assistente alla regia di Paolo Sorrentino. Alla domanda quanto il cinema italiano abbia bisogno di visioni uniche e originali, soprattutto in questa difficile ripartenza, le attrici rispondono. “Io penso che sia forse l’unica salvezza del cinema per come ce lo siamo sempre immaginati: un punto di vista unico, peculiare, originale. E’ quello che se persiste farà rimanere il cinema vivo”.

“Siamo davanti all’autore, mai come in questo momento storico, non solo per quanto riguarda il cinema ma forse ogni aspetto della nostra vita, siamo di fronte al fotogramma riconoscibile o l’algoritmo? E’ un cinema che sfida se stesso, ed è una sfida, forte, audace, coraggiosa.

E’ una bella domanda da fare al cinema italiano, che ha bisogno più che mai in questo momento di ritrovare la sua identità”.