Forza Nuova minaccia: "La rivolta non si ferma"

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(Photo: FERMO IMMAGINE RAINEWS24ANSA)
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Dopo il caos scatenato ieri, con l’assalto alla sede nazionale della Cgil, Forza Nuova torna a parlare. Con i soliti toni: “Da domani, dal 15 ottobre, e fino a che il Green pass non verrà ritirato definitivamente la rivoluzione popolare non fermerà il suo cammino, con o senza di noi”. Nella serata di ieri 12 persone sono state arrestate. Tra loro un ex Nar, uno dei leader del movimento IoApro e alcuni dirigenti della formazione politica di estrema destra.

In un comunicato Forza Nuova aggiunge: “La giornata romana di ieri fa da spartiacque tra vecchio e nuovo”. Per i militanti il popolo “ha deciso di alzare il livello dello scontro”.

Intanto si moltiplicano gli appelli per lo scioglimento delle formazioni neofasciste. Lo ha chiesto Maurizio Landini dal palco della Cgil, durante il presidio organizzato dopo l’attacco di ieri. Lo hanno chiesto vari esponenti politici - da Emanuele Fiano che depositerà una mozione in questo senso - a Giuseppe Conte. La presidente del Pd Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto, il paese dell’Appennino bolognese colpito dal grande eccidio nazifascista alla fine della Seconda Guerra Mondiale, lancia su Change.org una petizione per sciogliere organizzazioni e partiti neofascisti. “I fatti di Roma sono solamente l’ultima goccia. È ora di dire basta alla violenza squadrista e fascista. Un basta definitivo”, fa sapere.

Alla Cgil il sostegno delle istituzioni e dei cittadini, in tanti oggi alla manifestazione in Corso d’Italia. A singoli politici, partiti e sindacati si aggiunge oggi l’Associazione nazionale magistrati. “Meritano una ferma condanna i fatti
avvenuti sabato scorso a Roma, quando una manifestazione collettiva di dissenso per l’imposizione del green pass come strumento di contrasto della pandemia si è risolta in atti di inaccettabile violenza contro la sede della Cgil e di inaudita intimidazione verso il Governo e il Parlamento, portata avanti con l’accerchiamento per ore di Palazzo Chigi e Montecitorio da parte di una folla tumultuosa”, scrive in una nota l’Anm. Il sindacato delle toghe sottolinea: “Non è dubbio che l’espressione della protesta, in forma individuale o collettiva, sia esercizio di un diritto riconosciuto e tutelato dalla Costituzione ma è altrettanto certo che nulla ha a che fare con la violenza che calpesta i valori di democrazia e di libertà: Il diritto al dissenso, infatti, non può mai giustificare l’aggressione violenta e il dileggio delle Istituzioni della Repubblica ed anzi da questi inqualificabili comportamenti ne risulta sfregiato”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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