Forza Nuova, rigettate le richieste di scarcerazione per Fiore, Castellino e Lubrano

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"Gli elementi di novità introdotti nella corposa istanza difensiva in realtà non mutano il quadro indiziario raccolto nei confronti degli indagati resisi autori di delitti estremamente gravi e protagonisti di un'azione di deliberato attacco alle istituzioni colpendo per l'appunto la sede del sindacato dei lavoratori Cgil". Con questa motivazione il gip presso il Tribunale di Roma, Annalisa Marzano, ha rigettato questa mattina le richieste di scarcerazione per i leader di Forza Nuova Roberto Fiore e Giuliano Castellino e per Salvatore Lubrano presentate ieri dalla difesa. I tre, tuttora detenuti nel carcere di Poggioreale insieme all'ex Nar Luigi Aronica, sono accusati a vario titolo, di devastazione, saccheggio e istigazione a delinquere.

"Le argomentazioni difensive addotte nella memoria (entità dei danni arrecati alla Cgil, mancata partecipazione del Castellino all'assalto alla sede del sindacato) - si legge - non intaccano le accuse mosse agli indagati cristallizzate invece i numerosi contributi video raccolti nel corso delle indagini. Quanto poi alle esigenze cautelari come peraltro già puntualizzato nell'ordinanza genetica si deve ancora una volta rimarcare l'adeguatezza del titolo custodiale, unico presidio idoneo a salvaguardare le esigenze di contenimento e controllo del pericolo concreto, attuale e particolarmente allarmante, di reiterazione di condotte altrettanto offensive".

E ancora: "Non altrettanto può dirsi per il domicilio coatto, invocato dalle difese, ritenuto inidoneo allo scopo perché sguarnito degli strumenti di sorveglianza capaci di recidere i contatti degli indagati con l'esterno - scrive ancora il giudice - ben ritenuto che le esigenze dei casi di cautela sociale possono trovare unica e adeguata salvaguardia con la misura detentiva di massimo rigore e rilevato che le dichiarazioni assunte nel corso delle indagini difensive non intaccano in alcun modo il quadro indiziario".

DIFESA FIORE, CASTELLINO E LUBRANO 'PROCURA SOGGETTA A SCHIAVISMO IDEOLOGICO'

"La Procura non ha argomenti, soggetta a uno schiavismo ideologico-politico per cui Fiore, Castellino e Aronica sono tenuti in carcere. La polverizzeremo in sede di giudizio immediato". L'avvocato Nicola Trisciuoglio, che difende i leader di Forza Nuova Roberto Fiore e Giuliano Castellino, l'ex Nar Luigi Aronica e Salvatore Lubrano, commenta così all'Adnkronos la decisione della Procura di Roma di rigettare le richieste di scarcerazione presentate ieri per Fiore, Castellino e Lubrano, detenuti nel carcere di Poggioreale dopo la manifestazione del 9 ottobre scorso a Roma e l'assalto alla sede della Cgil.

"Ancor più vergognosa è la detenzione di Salvatore Lubrano - continua il legale - un uomo incensurato con un contratto di lavoro a tempo indeterminato: è indegno che sia tenuto in carcere un ragazzo che è l'unica fonte reddituale della sua famiglia. Non è entrato nella Cgil, non ha saccheggiato o devastato - ribadisce - Più pregiudizio politico di questo si crepa. La Procura non ha nulla in mano, ho dato prova con le indagini difensive che il danno alla sede della Cgil è inesistente. L'ordine pubblico che oltretutto sostengono sia stato leso è stato fatto a braccetto con i capi della Digos romana, siamo al paradosso. E' operetta allo stato puro".

IMPUTATI DAL CARCERE, 'NESSUN DANNO A CGIL, È PROCESSO POLITICO'

"La Procura non ha alcun elemento concreto a sostegno delle imputazioni, nessuna seria argomentazione. Quella del 9 ottobre a Roma è stata una manifestazione autorizzata. Nessuna turbativa dell’ordine pubblico, nessun danno alla Cgil. Questo è un processo politico". Così i leader di Forza Nuova Roberto Fiore e Giuliano Castellino, Salvatore Lubrano e l'ex Nar Luigi Aronica commentano all'Adnkronos, tramite l'avvocato difensore Nicola Trisciuoglio, la richiesta di giudizio immediata presentata dalla Procura della Repubblica di Roma che ha rigettato oggi le richieste di scarcerazione avanzate ieri dalla difesa per Fiore, Castellino e Lubrano.

Detenuti nel carcere di Poggioreale per reati che vanno dall'istigazione a delinquere alla devastazione e al saccheggio, dicono: "Senza argomenti (gli inquirenti, ndr) saranno sconfitti dalla loro incoscienza intrisa di persecuzione politica. La visione dei fatti e delle circostanze della Procura romana sono distanti anni luce da come nella realtà si sono svolti i fatti. Fiumi di testimonianze, di cui la Procura e il gip sono a conoscenza e che sono state con estrema superficialità ignorate, seppelliranno accuse ridicole e precostituite per giustificare la vulgata politica giustizialista. Le indagini difensive di centinaia di testimoni ridurranno in polvere l’impianto accusatorio. Quello in essere - ribadiscono gli imputati - è un procedimento antigiuridico, illogico, persecutorio della libertà degli indagati. Siamo ben oltre le soglie del ridicolo".

(di Silvia Mancinelli)

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