"Foto carabinieri fatto increscioso"

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di Sara Di Sciullo  

"E' un fatto molto increscioso, non doveva accadere. Sposta l'attenzione mediatica dal grave fatto che è successo" ossia l'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Lo afferma all'Adnkronos Salvatore Rullo, presidente del Sindacato unitario lavoratori militari (Siulm), dopo il caso della foto che ritrae uno dei due americani, indagati per la morte del carabiniere ucciso a Roma, mentre viene interrogato in caserma davanti a un Pc con una benda agli occhi. 

"Mi risulta siano già in atto provvedimenti: c'è stata una duplice violazione perché non è previsto bendare una persona in custodia e tantomeno fotografarla e diffondere la foto", continua Rullo.  

"Anche i sindacati vogliono che sia fatta piena luce e attendiamo l'esito degli accertamenti" dice all'Adnkronos Massimiliano Zetti, segretario generale aggiunto del Sim (Sindacato Italiano Militare). "Ma questa cosa, anche se accaduta, non deve comunque far dimenticare il fatto principale: la morte del vice brigadiere Mario Cerciello Rega". Il caso della foto dell'indagato, secondo Zetti, "va valutato ma su un altro piano e contesto, che non c'entra nulla con l'omicidio". Pur prendendo "le distanze da quello scatto", il segretario generale aggiunto del Sim Carabinieri sottolinea che tutto ciò "non deve spostare l'attenzione dalla morte del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, che è stato ucciso, e non ne deve inficiare il cordoglio". Se poi dagli accertamenti disposti dal Comando generale dell'Arma dei carabinieri emergeranno "i responsabili per eventuali trattamenti non in linea con la normativa, sono da sanzionare come dice lo stesso comandante Nistri".