Foto con chiari riferimenti al fascismo mettono sotto accusa l'amministrazione di Cologno

Cologno mascherina Boia chi molla

A Cologno Monzese, provincia di Milano, la vice sindaca viene immortalata in una foto, poi postata sui social, nella quale indossa una mascherina nera con su scritto “Boia chi molla”. Il motto, che ha la sua origine nell’epoca borbonica, ma che è associato alla dittatura fascista di Mussolini, ha scatenato l’ira di molti cittadini che non accettano un comportamento di questo tipo da una rappresentante dello Stato italiano. A pubblicare lo scatto era stata Jacqueline Allemant, organizzatrice di eventi che cura la comunicazione di alcune pagine Facebook dedicate alla cittadina e ritenute vicine all’attuale sindaco, il leghista Angelo Rocchi.

Già lo scorso 25 maggio, la donna aveva postato una foto in compagnia del primo cittadino, lei con la mascherina incriminata e il sindaco con una di quelle chirurgiche. Ora in molti chiedono le dimissione della vice sindaca, Gianfranca Tesauro di Fratelli d’Italia.

Le parole della vice sindaca

“Boia chi molla” è solo “un’esortazione per la ripresa, come se dicessi ‘non mollare’“. Impensabile accusare lei che nella sua comunità, a Cologno Monzese, è considerata “una persona democratica che ascolta tutti”. Si difende così la vice sindaca, dopo il polverone sollevato dalla foto che la ritrae col volto coperto da una mascherina che rimanda al Ventennio. In quella frase, continua la vicesindaca, non ci sarebbe “alcun riferimento a un periodo storico o a un partito politico, anche se il Pd ha voluto strumentalizzare la cosa. Sono mascherine che girano a Cologno da più di un mese e non avevano mai dato fastidio a nessuno finora”.

L’accusa di aperto riferimento al periodo fascista, conclude, è infondata perchè “viviamo in una democrazia e tutti possono esprimere le proprie opinioni”. Per poi specificare che in ogni caso, se indossare quella mascherina fosse un gesto per “contrapporsi all’ideologia comunista, allora mi si chiami fascista“.

Vice sindaca con la mascherina Boia chi molla

Il primo ad aizzare la polemica è stato il Partito Democratico di Cologno che in una nota ha scritto: “Questo è il brodo di coltura ideologico di chi sta governando Cologno in questo momento. Il sindaco governa con il voto del consigliere di Casa Pound, mentre sui social qualche giorno fa il vice sindaco Tesauro citava Almirante, che noi ricordiamo come il firmatario delle Leggi Razziali in Italia”.



Al momento nessun commento è stato rilasciato né dal sindaco di Cologno Monzese né dalla sua vice, mentre Jacqueline Allemant ha fatto un piccolo, ma non convinto, passo indietro scrivendo su Facebook: “Abbiamo deciso di eliminare il video che abbiamo girato con ‘la mascherina incriminata’ non per dare ragione a chi non sa fare altro che polemiche ma solo per rispetto verso a tutte le persone che si sono sentite ferite”.