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Le sfide di Mario Centeno alla guida dell'eurogruppo

Le aspettative sono grandi per il socialista portoghese Mario Centeno, che lunedì si appresta a presiedere la prima riunione dei ministri delle finanze della zona euro. Dal suo predecessore, Jeroen Dijsselbloem, ha ereditato questioni importanti, prima fra tutte il programma di assistenza finanziaria alla Grecia. "La Grecia ha davanti a se un periodo ancora piuttosto difficile per rifinanziare i suoi mercati - spiega Guntram Wolff del think tank Bruegel - , ci potrebbe dunque essere un dibattito su un programma precauzionale per la Grecia, con qualche riduzione del debito o, in caso estremo, avviare un alt ro programma di salvataggio, il che penso sia improbabile ma è una possibilità". Non sarà più facile cercare di contrastare l'evasione fiscale. Recenti scandali hanno fatto emergere la necessità di riforme fiscali in alcuni paesi come Malta, Lussemburgo, Irlanda e Cipro. Per Markus Ferber, eurodeputato tedesco "non c'è nessun problema se alcuni stati membri vogliono convincere nuove società a stabilirsi in quei paesi. Ma prevedere riduzioni fiscali per lunghi periodi, come abbiamo appreso nel caso Apple, penso sia inaccettabile e spero che la Corte di giustizia europea quest'anno emetta delle sentenze su questo punto. In questo modo saremo capaci di ripartire con un sistema di concorrenza più leale prevedendo una base imponibile consolidata per le società ". Infine dimenticate i toni bruschi e i commenti a volte fuori luogo di Dijsselbloem. Dal timido economista di Harvard aspettatevi uno stile diverso, piu sobrio e forse piu diplomatico. "Il presidente dell'Eurogruppo è in una posizione esposta nel senso che deve mostrarsi in pubblico, affrontare la stampa, parlare con i mercati. Con Dijsselbloem si sono verificati alcuni episodi celebri, mentre penso che Centeno sia molto più cauto nel comunicare e che sia meno disposto a mettersi sotto ai riflettori". sostiene Jim Brunsden del Financial Times. L'eurogruppo attende solo il calcio d'inizio del governo tedesco per discutere le riforme dell'eurozona, come l'unione bancaria e la creazione del Fondo monetario europeo.

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