Foxconn inizia produzione server in fabbrica Usa

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 19 mar. (askanews) - La taiwanese Foxconn, il più grande produttore di elettronica a contratto e assemblatore degli iPhone, ha iniziato a produrre server e altre apparecchiature per il 5G per una serie di clienti, tra i quali Cisco, negli Stati uniti in base a un accordo che era stato siglato con l'amministrazione Trump. Lo riferisce oggi Nikkei Asia, raccogliendo fonti vicine al dossier.

La gestazione di questo impianto produttivo, fortemente sospinto dall'allora presidente Usa Donald Trump che andò anche alla posa della prima pietra, è stata piuttosto complesssa. I piani iniziali prevedevano un investimento da 10,5 miliardi di dollari per la produzione di display di ultima generazione, ma in seguito Foxconn ha ridimensionato il progetto diverse volte. Anche per quanto riguarda i prodotti che vi si sarebbero realizzati, le indicazioni sono state le più diverse. Pare che ancora oggi vi siano trattative con il governo statale del Wisconsin per definire questo aspetto.

Originariamente nell'impianto avrebbero dovuto trovare lavoro 13mila dipendenti. Ma in un rapporto del 2020, Foxconn parlava di "centinaia" di assunzioni, senza fornire un numero preciso.

Lu Fang-ming, vicepresidente del gruppo taiwanese, ha confermato un avvio di prova della produzione nell'impianto. "Abbiamo iniziato las produzione per un po'...E' per prodotti connessi alla connettività di rete e intendiamo introdusse soluzioni smart factory 5G nella fabbrica". Con quest'ultima formula si intendono equipaggiamenti avanzati in una rete privata 5G, compresi robot autonomi e soluzioni che dipendono fortemente da intelligenza artificiale.

Martedì scorso Young Liu, il presidente di Foxconn ha suggerito ai giornalisti a Taipei che in Wisconsin o in Messico, dove ci sono altre strutture produttive, Foxconn potrebbe costruire auto elettriche.