Fra Nato e Russia è dialogo tra sordi, ma pur sempre dialogo

·4 minuto per la lettura
(Photo: Anadolu Agency via Getty Images)
(Photo: Anadolu Agency via Getty Images)

Dialogo tra sordi, ma dialogo resta. Al termine del vertice Nato-Russia oggi a Bruxelles, il segretario generale dell’Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg avverte sul “rischio reale di un nuovo conflitto armato in Europa”. Ma al quartier generale brussellese, sede del summit odierno, nessuno si alza dal tavolo sbattendo la porta. “Discussione non facile” e “scambi diretti”, aggiunge Stoltenberg riferendosi al confronto con il viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko sull’escalation militare soprattutto al confine orientale dell’Ucraina, dove Putin ha ammassato 100mila soldati. Ma al vertice nessuno respinge formalmente l’idea di continuare a trattare.

I colloqui continueranno, soprattutto in formato bilaterale Usa-Russia, sebbene un’agenda non sia stata ancora fissata, confidano alte fonti diplomatiche parlando ad Huffpost. Del resto, è la riflessione, non ci si poteva aspettare una schiarita immediata dagli incontri di questa settimana: primo vero tentativo di disgelo dall’invasione russa della Crimea nel 2014.

Il summit di oggi è servito a piantare un importante paletto per la Nato: no alla pretesa di Mosca di dettare legge sull’allargamento dell’Alleanza Atlantica a est. Tradotto: sta all’Ucraina decidere se aderire alla Nato, non si può tornare al passato delle zone di influenza che stabilivano i limiti dell’Alleanza dopo la seconda guerra mondiale. Domani intanto si terrà un altro round di colloqui a Vienna in sede Osce, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, piattaforma di dialogo Est-Ovest nata dalla Guerra Fredda. Mentre giovedì e venerdì a Brest, in Francia, si riuniscono in via informale i ministri europei degli Esteri e della Difesa.

“Abbiamo proposto di organizzare una serie di incontri per affrontare una serie di questioni, ma la Russia non è stata in grado di accettare questa proposta, sebbene non l’abbia respinta”, dice il segretario generale della Nato. Tutto come da previsioni: se si fa eccezione per il Consiglio Nato-Russia, riunitosi l’ultima volta a luglio del 2019, quella di questa settimana è la prima serie di incontri volti a trovare una via per abbassare il livello di guardia diventato davvero preoccupante negli ultimi mesi.

Non ci si attendevano risultati concreti, ma ciò non toglie che nelle 4 ore di vertice il confronto è stato duro soprattutto sui ‘confini’ dell’Alleanza. “Gli Alleati non sono disposti a compromessi sui principi chiave come il diritto dei Paesi a scegliere la propria strada e il diritto dei membri dell’Alleanza alla difesa reciproca”, dice Stoltenberg chiedendo alla Russia di ritirarsi dall’Ucraina, Moldavia e Georgia. Poi torna a sottolineare che la Nato è aperta al dialogo “sul controllo degli armamenti, limitazioni ai missili, la politica nucleare, la cyber-security”.

Dissente Grushko. È “la Russia a essere preoccupata dal ritorno della Nato a modelli dell’era della Guerra Fredda”, dice il viceministro russo a Bruxelles. Ancora Stoltenberg: “Non è l’Ucraina che minaccia la Russia, ma il contrario: è Mosca che l’ha aggredita. La Nato dunque sostiene un suo partner dalla nazione militarmente più potente d’Europa. Ma l’Ucraina non è un membro Nato e dunque non è coperta dall’articolo 5”.

Le distanze sono ancora siderali, ma si continuerà a trattare soprattutto in formato bilaterale, il preferito dai russi, formato dal quale le istituzioni europee sono escluse. Eppure, per vicinanza geografica alla Russia, l’Unione Europea è il continente che più subisce i danni delle tensioni tra est e ovest, ritrovandosi terra promessa di migliaia di profughi in arrivo da oriente, come dimostra la recente ondata dall’Afghanistan, dall’Iran, Iraq, le strumentalizzazioni di Lukashenko che usa i migranti come arma di ricatto contro l’Ue. Certo, l’Unione è debole per le divisioni tra gli Stati membri in politica estera e particolarmente nel rapporto con Putin.

Da qui l’ennesimo appello del capo della diplomazia europea Josep Borrell, presente al vertice di oggi in rappresentanza dei 21 paesi europei membri della Nato. La Russia vuole “ricostituire gli spalti geopolitici sovietici in Europa e tentare un disaccoppiamento tra Stati Uniti ed Europa. Questi obiettivi sono chiaramente inaccettabili”, avverte Borrell. “La Russia sta minacciando l’Ucraina e sta ponendo sul tavolo la questione della struttura della sicurezza europea - aggiunge - Di fronte alle minacce della Russia l’Ue deve essere ferma, unita e, soprattutto, deve agire. Due cose sono chiare: dobbiamo arrivare ad un’unica posizione dell’Ue e dobbiamo dare sostanza al nostro ruolo con azioni concrete. Non dobbiamo dire cosa pensiamo o cosa vogliamo ma cosa intendiamo fare”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli