Fragilità ossea, torna campagna di sensibilizzazione

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Fragilità ossea, torna campagna di sensibilizzazione
Fragilità ossea, torna campagna di sensibilizzazione

Roma, 12 nov. (Adnkronos Salute) – Quasi cinque milioni di italiani over 60 fanno i conti con la fragilità ossea e sono esposti al rischio di fratture. L’emergenza Covid-19 ha peggiorato lo scenario anche su questo fronte: controlli rinviati, terapie sospese, difficoltà nelle visite con gli specialisti. Ma essere informati sulla corretta prevenzione, sull’importanza dell’aderenza alla terapia e avere un dialogo con un medico di fiducia può aiutare i pazienti a rallentare l’indebolimento dello scheletro e ridurre il rischio di fratture da fragilità. Sono questi i punti chiave della nuova edizione della campagna di sensibilizzazione "Fai vincere le tue ossa".

L'iniziativa si rivolge in particolare alle donne over 65 e a quelle over 45 che oggi hanno il ruolo di caregiver ma che devono anche cominciare a considerare la salute delle proprie ossa. La campagna è promossa da Amgen in collaborazione con Apmarr (Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche rare), Fedios (Federazione italiana Osteoporosi e malattie dello scheletro), Firmo (Fondazione italiana ricerca sulle malattie dell’osso), Senior Italia, Gisoos (Gruppo italiano di studio in ortopedia dell’osteoporosi severa), OrtoMed – Società italiana di ortopedia, Siommms (Società italiana sull’osteoporosi, metabolismo minerale e malattie dello scheletro e con il patrocinio di Sie (Società italiana di endocrinologia).

"In Italia si spendono 10 miliardi di euro in prevenzione ma solo una piccolissima quota viene dedicata alla prevenzione della fragilità ossea. Continuiamo a ripeterlo da tempo e purtroppo le cose non sono ancora cambiate: nel nostro Paese non si fa prevenzione per l’osteoporosi quasi a voler eludere il problema, come se questa malattia non esistesse", dichiara Maria Luisa Brandi, endocrinologa e presidente Firmo.

Dopo il lancio nel mese di giugno e il successo della prima fase, la campagna riparte con il volto di Loretta Goggi, testimonial di eccezione e interprete dello spot che su TV e web rilancerà il claim della campagna: "Se soffri di osteoporosi, la terapia non è un gioco, seguila". Inoltre, è stato attivato un servizio di informazione attraverso il Numero verde 800.888.844 in cui specialisti dell’osso, selezionati dalle Società scientifiche partner Gisoos, OrtoMed e Siommms, potranno rispondere direttamente ai dubbi e alle domande dei cittadini sulla fragilità ossea e sui rischi di fratture da fragilità

"Sono sempre stata vicina a tutto quello che è prevenzione. Adesso mi avventuro in questa campagna sulla fragilità ossea e sono contenta di farlo, perché è un tema che mi riguarda molto da vicino: ho 70 anni e faccio i controlli periodici per valutare la salute delle mie ossa", spiega Loretta Goggi. "Quando mi associo ad una iniziativa è perché la vivo anche sulla mia pelle, in questo caso sulle mie ossa – prosegue – e con questa iniziativa vogliamo promuovere la corretta informazione sul problema della fragilità ossea e rendere le donne consapevoli sull’importanza di non trascurare la salute delle proprie ossa e prendersi cura di sé in modo costante e convinto. Anche in un momento difficile come questo con l’emergenza Covid-19, è importante ricordare a tutti che è essenziale continuare a seguire i consigli del medico di fiducia e non interrompere le cure".

In Italia vengono stimati oltre 3 milioni e mezzo di donne con osteoporosi che diventeranno 4.690.000 nel 2050 e 1.000.000 di uomini affetti da osteoporosi di età superiore ai 50 anni e più del 75% della popolazione femminile sopra i 60 anni di età soffre di fragilità ossea da osteoporosi. Si calcola che in Italia, nel corso del 2017, si siano verificate 560.000 fratture da fragilità.

La fragilità ossea è un importante problema sociale e sanitario, soprattutto per le sue conseguenze più gravi: le fratture da fragilità, anche per traumi lievi e le ri-fratture, il cui rischio aumenta di 5 volte nei 2 anni a valle di un primo evento fratturativo. "L’80% di chi subisce una frattura da fragilità non riesce più a fare le scale, il 50% non è più autonomo", afferma Annamaria Colao, presidente eletto Sie, professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del metabolismo e Chair holder Cattedra Unesco Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile, Università Federico II di Napoli. "La ri-frattura è un evento gravissimo – prosegue – e potrebbe significare che, dopo un primo trauma fratturativo, non gli è stata prescritta una terapia adeguata per evitare la ri-frattura. Di fatto il 75% dei pazienti anziani non riceve un trattamento farmacologico per l’osteoporosi dopo una frattura di femore", riferisce.

Durante il lockdown la normale operatività delle strutture sanitarie ha subito un forte rallentamento, di conseguenza la popolazione con problemi di fragilità ossea ha interrotto i percorsi terapeutici e riabilitativi. "È stato drammatico per i pazienti con patologie croniche, come l’osteoporosi, vivere il periodo della pandemia e adesso il problema si ripresenta – afferma Antonella Celano, Presidente Apmarr – i pazienti si sono visti bloccare l’accesso ai servizi, anche a prestazioni non procrastinabili. Una nostra ricerca ha evidenziato che nei primi mesi del 2020 si è avuto un ritardo delle diagnosi precoci rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, del 40%; è chiaro che negli anni a venire la salute e la qualità della vita di queste persone ne risentirà".

"Il paziente si è allontanato dal contatto con il suo medico curante, che è in qualche modo un facilitatore della continuità terapeutica", afferma Umberto Tarantino, Presidente Gisoos. "Enormi sono stati i disagi dal punto di vista organizzativo: ad esempio, riprogrammare una visita, rinnovare un piano terapeutico, effettuare un controllo, fare la diagnosi di una frattura da fragilità. Il lockdown ha aggiunto un peggioramento dello stile di vita, gli anziani sono stati costretti all’ipomobilità con grave peggioramento dello stato muscolare. E tutto questo porterà a lungo termine ad un aumento delle fratture da fragilità", avverte.

Anche per l’osteoporosi la telemedicina e il supporto a distanza si sono dimostrati un valido strumento. "In Veneto – commenta Maurizio Rossini, Professore ordinario di Reumatologia all'Università di Verona, direttore Uoc di Reumatologia Aou Integrata di Verona, Presidente Siommms – abbiamo attivato il tele-monitoraggio per il controllo dei risultati di alcuni esami; molto importante è il tele-consulto dedicato al rapporto tra specialisti e medici di medicina generale, che è sicuramente una modalità per concordare a distanza l’avvio o la prosecuzione di un trattamento. Nel caso della fragilità ossea abbiamo trattamenti vincolati a piani terapeutici che devono essere periodicamente rinnovati. Aifa ha effettuato una deroga sulla loro durata in modo da semplificare questo atto amministrativo".

Oltre al supporto a distanza può contribuire una accresciuta attenzione dei caregiver, pur nei limiti ai contatti personali imposti dall’emergenza Covid. "È importante l’informazione rivolta anche al caregiver familiare, per evitare fratture della persona a rischio, che in questo contesto attuale potrebbe non essere trattato chirurgicamente per la riduzione della frattura, oltre al fatto che al momento non sono attivi punti di riabilitazione sufficienti per tutti questi pazienti", sostiene Roberto Messina, Presidente Senior Italia. "Bisogna, inoltre, trovare soluzioni per la continuità terapeutica per l’osteoporosi per chi già li sta utilizzando, proprio perché il paziente si è allontanato dall’ospedale e dallo specialista per timore del contagio ed è a forte rischio di abbandonare la terapia".

"Le competenze di Amgen sull’osteoporosi vengono da lontano, nel tempo e nello spazio. Letteralmente. Fu infatti un test condotto nel 2001 sulla rapida perdita di massa ossea che gli astronauti subiscono a causa della microgravità, in collaborazione con la Nasa a bordo di uno Space Shuttle, a dare un impulso decisivo alle nostre ricerche, già in essere da un decennio, e che hanno portato alla realizzazione di un farmaco di riferimento in quest’area", afferma Maria Luce Vegna, Executive Medical Director Amgen Italia. "Oggi rilanciamo 'Fai Vincere le tue ossa', campagna più che mai opportuna in un momento in cui la regolarità dei controlli medici e la continuità terapeutica per le patologie croniche come l’osteoporosi sono compromesse, aumentando il rischio di fratture e ri-fratture per i pazienti. È fondamentale moltiplicare gli sforzi – conclude – per favorire maggiore consapevolezza nei cittadini, nei pazienti e nei loro caregiver sui rischi della fragilità ossea e su come prevenirli, oltre a sensibilizzare sulla necessità di proseguire con regolarità le cure indicate e, soprattutto, l’importanza di mantenere il dialogo con il medico di fiducia".