Frana a Ischia, il costruttore pentito: "Tragedia? Ci avrebbero dovuti fermare prima"

Frana a Ischia, il costruttore pentito:
Frana a Ischia, il costruttore pentito: "Tragedia? Ci avrebbero dovuti fermare prima" (REUTERS/Ciro de Luca)

Il bilancio provvisorio della frana a Ischia è di 7 vittime e diversi dispersi, una tragedia avvenuta all'alba di sabato che ha portato devastazione e tragedia nell'isola campana. Dopo oltre 48 ore proseguono le ricerche dei dispersi, con le speranze che diventano sempre più flebili.

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Mentre a Casamicciola è stato disposto lo stato d'emergenza e nominata Simonetta Calcaterra come commissario all'emergenza, il dito viene puntato contro l'abusivismo edilizio che, per molti, è la causa principale di questa tragedia che sarebbe stata quasi annunciata. Intervistato da La Repubblica un costruttore, nonché abitante sfollato dell'isola, si è detto pentito per il lavoro portato avanti negli ultimi anni, ma ha anche dato il quadro drammatico di un territorio nel quale, nonostante gli evidenti limiti posti dalla natura, le costruzioni selvagge sono diventate consuetudine.

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"Io lavoro per il pane e a volte penso, in coscienza, che certe case non le dovrei costruire. Adesso mi trovo in tutte e due i ruoli, quello di costruttore e quello di abitante. Avrebbero dovuto fermare tutto molti anni fa ma il sistema ci ha mangiato, andava bene a tutti- ha spiegato l'uomo-. Ovunque al mondo esiste un piano regolatore ma a Ischia non c’è. Come mai? Perché nessuno si è impuntato per farlo? Non lo sa, eh? Lo dico io, perché non si potrebbe costruire da nessuna parte".

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Ma a colpire maggiormente sono le parole sul boom edilizio che ha investito Ischia negli anni Ottanta e Novanta: "La gente aveva un campo di famiglia e costruiva, le pensioncine si allargavano e un pezzo alla volta aggiungevano camere e camere, così diventavano grandi alberghi. E magari la moglie del titolare dava una mano ai lavori come carpentiere. Ischia è un’isola molto popolosa, magari a Ponza e Ventotene non ci sono problemi. Qui siamo 60mila, in estate 120mila, e c’è bisogno di immobili".

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A chi gli dice che era una tragedia annunciata risponde: "Allora perché non sono venuti 24 ore prima a dircelo. Se sapevano dell’allerta meteo ci dovevano avvertire. Ma in Italia succede sempre così e facciamo finta di non vedere". E a proposito di chi fa finta di non vedere, il costruttore pentito ha sottolineato: "Se io ho un vigneto e stanotte ci costruisco le fondamenta di una casa, tu autorità domani lo vedi e dovresti fermarmi per dirmi: dopodomani voglio che torni tutto come prima, distruggi le fondamenta. E invece no. Mi fai andare avanti e spendere un casino di soldi e magari mi vieni a chiedere conto dopo 30 o 50 anni di quella casa. Mi dici che questa cosa lì non ci poteva stare. Tutti hanno tenuto la testa sotto la sabbia e fatto finta di non vedere".

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