Franca Leosini: "I giovani killer vanno in tv per esigenza di menzogna. I loro disvalori vengono dalla società"

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(Photo: Elisabetta A. Villa via Getty Images)
(Photo: Elisabetta A. Villa via Getty Images)

“Quei giovani killer senza umanità vanno in Tv provando a crearsi un alibi”: così titola una lunga intervista del quotidiano La Stampa a Franca Leosini. La giornalista e conduttrice parla così dei protagonisti dei fatti di cronaca che lei stessa ha raccontato in programmi tv come Storie maledette.

Leosini prosegue:

“Sgomenta che i protagonisti siano in maggior parte giovani. È giusto allora porsi delle domande, questi giovani da dove attingono i disvalori che poi li portano a delinquere senza provare neppure dolore o pentimento? Se li prendono dalla società nella quale tutti si vive, allora la responsabilità morale di quanto hanno fatto ce la dobbiamo prendere tutti noi”.

A chi le domanda se in televisione si parli con troppa facilità di delitti e derivati, la giornalista risponda che “la troppa disinvoltura potrebbe dare loro alcuni spunti, ma non credo sia la strada giusta. La cronaca ha i suoi diritti che non si possono cancellare. Casomai restituire un segno di maggiore condanna, far comprendere ai ragazzi che guardano la tv che agire così equivale a rovinarsi la vita per sempre”.

Sul ruolo ricoperto dalle famiglie di provenienza:

“Ho visto ragazzi responsabili di gesti atroci venire da famiglie che hanno percorsi limpidi. Casomai parlerei di amicizie e frequentazioni sbagliate. Quando si è giovani si è anche facilmente suggestionabili”.

A Franca Leosini viene poi chiesto di commentare la vicenda di Silvia e Paola Zani, figlie arrestate di Laura Ziliani, l’ex vigilessa di 55 anni scomparsa da Temù l′8 maggio scorso e trovata morta dopo lunghe ricerche. Le due ragazze erano andate in tv lanciando appelli per la madre scomparsa. “Voglia di visibilità?”, viene chiesto alla giornalista, che risponde:

“No, esigenza di menzogna. Loro vanno, parlano per mentire, per negare eventuali sospetti che li coinvolgano. Ambiscono alla visibilità i mentitori, una visibilità che tende alla mistificazione. Io invece parlo con persone che hanno elaborato la loro colpa e che la stanno o l’hanno scontata. Il comportamento è completamente diverso”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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