Franca Valeri compie 100 anni: il 25 aprile il giorno più bello

Cro/Ska

Roma, 22 lug. (askanews) - "Qual è stato il giorno più bello della mia lunga vita? La fine della guerra, il 25 aprile 1945: capii che finiva un incubo terribile e che cominciava la mia giovinezza". Franca Valeri, alla vigilia dei 100 anni, che festeggerà il 31 luglio, ripercorre le gioie e i dolori che hanno segnato la sua esistenza e la sua straordinaria carriera in un'intervista pubblicata sul numero di Famiglia Cristiana in edicola da giovedì. "Ricordo come fosse oggi il 5 settembre 1938, quando il regime fascista di Mussolini promulgò le leggi razziali, ponendo fine alla mia infanzia felice: vidi mio padre piangere sulla pagina del giornale che dava la notizia". Di origine ebraica per parte di padre, mentre la madre era cattolica, nell'intervista la grande attrice svela di essere "molto legate alla sue origini e all'identità ebraica, anche se non praticante".

A proposito del suo successo, afferma che il segreto sta nel fatto che "i personaggi che ho interpretato erano veri: l'ironia, senza un fondo di crudeltà, diventa dilettantismo". Sul filo dei ricordi, dalla bocciatura alle selezioni alla Scuola d'arte drammatica di Roma ai grandi con cui ha lavorato (Strehler, Sordi, Totò...), la Valeri confessa di avere avuto una carriera ricca di soddisfazioni, ma di nutrire ancora un sogno: "Mi piacerebbe tanto tornare a recitare". Anche perché, racconta, "non sento di appartenere a questo secolo, lo trovo molto noioso, mentre in passato non mi annoiavo mai". Quindi la "signorina snob" è ancora snob? "Certo, ma non vi dirò mai in che cosa!".

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