Franceschini, appello a Renzi: "Il Pd è casa tua, scissione sarebbe ridicola"

Il ministro della Cultura Dario Franceschini (Rosdiana Ciaravolo/Getty Images)

In questi ultimi giorni l’ala renziana del Partito Democratico è in piena rivolta e molti dei suoi esponenti, da Maria Elena Boschi a Ivan Scalfarotto, hanno manifestato il proprio malessere, fino a parlare di “separazione consensuale” e di “scissione”. Dichiarazioni che non sono affatto piaciute a Dario Franceschini, il quale ha replicato all’ex segretario Matteo Renzi e ai suoi.

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Dal palco di Cortona, dove è in corso la convention di AreaDem, il ministro della Cultura ha usato parole molto chiare e lanciato un appello: “Lo dico a Renzi: non farlo, il Pd è la casa di tutti, è casa tua e casa nostra”. Secondo Franceschini “il popolo della Leopolda è parte del grande popolo del Pd. Non separiamo questo popolo, non indeboliamoci spaccando il partito di fronte a questa destra pericolosa”.

“Non voglio credere a questa cosa della scissione, o a questa cosa ridicola della separazione consensuale. Rompere una storia politica è una cosa drammatica, come ci può essere una separazione consensuale quando spacchi un partito”, ha dichiarato il ministro, per poi tornare a parlare della minaccia della destra: “La nascita del nuovo governo era necessaria. C’era un clima di violenza nell’aria. Non vogliamo usare la parola fascismo. Ma siamo di fronte al massimo di pericolosità che può esserci in una democrazia occidentale nel 2019. Questa era l'Italia che avevamo davanti. Avevamo il dovere politico e morale di fermare questo incubo. Lo dovevamo ai nostri figli ma anche ai nostri padri”.

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E sulla possibile alleanza Pd-5Stelle anche in occasione delle elezioni regionali. Dario Franceschini ha precisato che “sull'Umbria Luigi Di Maio dice cose importanti. Nelle sue parole vedo un percorso che possiamo intraprendere. L’idea non è portare i Cinque Stelle nel centrosinistra, visto che loro hanno questa trasversalità, ma un'alleanza tra centrosinistra riorganizzato e M5s, vediamo se è possibile. Ma questo ce lo dirà solo il lavoro, per questo dobbiamo rafforzare questo governo”.