Franceschini: "Aprire grandi eventi come Biennale Venezia in sicurezza"

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"In questa Biennale e nel progetto del Padiglione Italia per la Mostra di Architettura sono contenute tante sfide; anzitutto la sfida, da vincere come è stata vinta lo scorso anno con il Festival del Cinema, di fare attività e mantenere appuntamenti di grande livello in sicurezza, dimostrando che è possibile svolgere eventi culturali rispettando le misure di prevenzione e non mettendo nessuno a rischio". E' quanto tiene a sottolineare il ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo alla presentazione del Padiglione Italia dal titolo 'Comunità Resilienti' per la Mostra internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia, con il presidente della Biennale, Roberto Cicutto; il direttore generale Creatività Contemporanea del Mic e commissario del Padiglione Italia, Onofrio Cutaia; il curatore del Padiglione Italia, Alessandro Melis.

"E' una grande sfida, cui guarderanno in tanti - osserva Franceschini - Speriamo tutti che le condizioni generali consentano di andare verso un miglioramento della situazione e di aprire sempre più, consentendo attività culturali in condizioni di sicurezza. Altra grande sfida - afferma il ministro della Cultura - è interpretare questo tempo: la Biennale ha sempre saputo guardare avanti e interpretare, capire prima i tempi e i cambiamenti. Adesso siamo davvero dentro un tempo di grandi cambiamenti".

Infatti, per Franceschini, "non c'è soltanto il tema centrale e prioritario delle conseguenze e dei rischi dovuti al cambiamento climatico, ma arriva anche un mondo post-pandemia. E nessuno di noi sa se questa frattura così profonda nelle nostre vite individuali e nelle vite collettive, in un mondo davvero globale, che ha cambiato il modo di vivere e innestato nuove paure e nuove abitudini, si chiuderà come una parentesi quando le cose torneranno come prima o, viceversa, se molte cose cambiante durante la pandemia resteranno nei comportamenti personali e sociali".

Per il ministro della Cultura, "se ora si costruissero parti nuove delle città, si costruirebbero in modo diverso, perché diverse sono le domande. Abbiamo scoperto cosa significhi comunità, in città e palazzi che non avevano punti di contatto: ebbene, la ricerca di sicurezza ha fatto riscoprire le piccole comunità di condominio e le identità di quartiere: forse oggi si costruirebbero in modo diverso gli spazi comuni. E' davvero una grande sfida di sperimentazione, di ricerca e di innovazione, che è esattamente quello che la Biennale di Venezia ha sempre fatto nella sua storia".

(di Enzo Bonaiuto)