Franceschini: avanti con proporzionale, verso bipolarismo Lega-Pd

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Roma, 29 gen. (askanews) - "Non capisco perché bisognerebbe fermarsi" sul proporzionale. "C'è un'intesa tra le forze di maggioranza, che in modo più o meno dichiarato piace a una larga fetta delle forze di opposizione». Una intesa "che serve al Paese». Lo ha detto il ministro della Cultura Dario Franceschini in una intervista al Corriere ddella Sera.

Il proporzionale, ha spiegato, non è affatto "nemico" del bipolarismo considerando che "per cinquant'anni, con il proporzionale senza lo sbarramento, la vita politica del nostro Paese è sostanzialmente ruotata attorno al confronto bipolare tra Dc e Pci". Per Franceschini "l'idea che il bipolarismo sia figlio del maggioritario e che il proporzionale sia il suo nemico, è smentito dalla storia italiana. Con l'avvento del maggioritario, al quale pure credemmo convintamente - ha rilevato - siamo finiti nella frammentazione, nei ribaltoni, nelle coalizioni disomogenee". Per Franceschini "in realtà il motore di tutto è l'azione politica. E ritengo che il proporzionale con uno sbarramento al 5% semplificherà ulteriormente il quadro. E porterà a un bipolarismo di fatto Lega-Pd, ognuno con i propri alleati che avranno superato lo sbarramento». Questo ragionamento, ha chiarito Franceschini, non è una risposta a chi nel Pd, attraverso il tema del bipolarismo, punta a un sistema elettorale maggioritario..."C'è stata solo una lettura un po' frettolosa dei dati emiliani - ha affermato - l'Italia non è solo l'Emilia».

Alle prossime elezioni regionali i voti dei grillini "potrebbero essere determinanti", anche se "il risultato dei 5 Stelle sgombra il campo da un dubbio, e cioè che in Umbria fossero andati male perché si erano coalizzati con noi. Ora hanno corso da soli e l'esito è stato peggiore".

"Più in generale - ha sollecitato Franceschini - andrà comunque trovato un accordo, perché i governi per vivere a lungo devono avere una prospettiva politica. Ora, è vero che l'attuale governo è nato contro Salvini. E lo rivendico. Ma se questo è stato sufficiente per farlo partire, non lo è per farlo durare. Ed è evidente che di qui in avanti le nostre scelte di governo dovranno avere una funzione propositiva".

In ogni caso, ha continuato, "Giuseppe Conte è un punto di stabilità, altro che semaforo. Eppoi avevamo detto che la scrittura dell'agenda di governo si sarebbe avviata dopo le regionali di gennaio. E infatti inizierà giovedì (domani, ndr)». E poi, ha aggiunto Franceschini, "non credo ci sarebbe spazio né per un altro esecutivo né per un altro premier né per un'altra maggioranza. Ma non c'è un automatismo in base al quale si arriva a scadenza naturale di legislatura. L'approdo bisogna conquistarselo, bisogna cioè mostrare qualità nell'azione di governo, oltre a capire quali saranno le dinamiche dentro il Movimento». Comunque, sono state ancora le sue parole, "non credo ci sia il pericolo" che le fibrillazioni grilline facciano cadere il governo. "Certo - ha rilevato Franceschini - i 5 Stelle hanno bisogno di tempo. Tuttavia è necessario costruire un campo di forze riformiste che, per usare un lessico da Prima Repubblica, richiami a una sorta di Arco costituzionale. Bisogna cioè lavorareauna piena condivisione dei valori».