Franceschini: cultura al centro dell’agenda con G20 in Italia

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 17 mar. (askanews) - E' "fondamentale che la cultura mantenga il centro dell'agenda politica del Paese. Il settore rappresenta le enormi potenzialità del Paese, anche per la crescita economica e lo sviluppo sostenibile". Lo ha detto il ministro della Cultura Dario Franceschini durante l'audizione davanti alle Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato sulle linee programmatiche del dicastero e il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Il ministro ha poi indicato gli obiettivi principali del proprio nuovo mandato alla guida della Cultura, in primo luogo "il ruolo internazionale dell'Italia e per questo organizzeremo un G20 Cultura sui grandi temi internazionali". Franceschini poi ha parlato del rafforzamento del ministero per completare le riforme, sul sistema museale nazionale, sugli archivi e biblioteche e per consentire di avere meccanismi accelerati per rispettare i tempi di attuazione delle opere legate ai fondi europei.

Francschini poi ha aggiunto che "c'è un problema grosso di personale, con 6700 carenze su circa 18mila", quindi oltre un terzo della forza lavoro.

Tra gli altri obiettivi del Mic, Franceschini ha indicato: la realizzazione di una legge di sistema per tutta la filiera del libro; la valorizzazione della centrale del settore delle industrie culturali e creative, anche nel settore contemporaneo, perché "l'investimento sul futuro va associato alla tutela del passato". Il ministro nello specifico ha citato il progetto di creare "una Digital Library per digitalizzare il patrimonio dello Stato, che ci mette in condizione di discutere con qualunque soggetto nel mondo da una posizione di forza".

"Dobbiamo rinforzare il rapporto tra il ministero e le scuole e le università - ha concluso Franceschini - con un modello che parta da quello che sono i Policlinici nel settore della sanità: università e ospedale collaborano, ed entrambi ne hanno dei benefici. Puntiamo a collaborazioni tra i corsi in Beni culturali e le istituzioni del territorio".