Franceschini: piattaforma ItsArt veicolo di promozione cultura

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Roma, 3 nov. (askanews) - "La nascita di ItsArt non è frutto di una fantasia improvvisata ma è frutto di una norma che quest'Aula ha approvato, nella legge 17 luglio del 2020, la n. 77, in conversione di un decreto-legge che prevede espressamente che 'al fine di sostenere la ripresa di attività culturali, il Ministero per i Beni e le attività culturali e il turismo, realizza una piattaforma digitale per la fruizione del patrimonio culturale e di spettacoli anche mediante la partecipazione di altri soggetti pubblici o privati'. Quindi è una norma di legge che il Ministero ha applicato, approvata da quest'Aula. In secondo luogo, nasce da un'idea che trovo assolutamente fondata; l'esperienza della pandemia ha dimostrato quanto in fretta, molti contenuti culturali, nel momento in cui cinema e teatri erano chiusi, si siano trasferiti artigianalmente su delle piattaforme di streaming. L'idea che è nata per cui poi è stata approvata la norma, è di avere un luogo in cui offrire la cultura italiana: cinema, teatro, danza, musica e tutte le varie attività culturali italiane, offrirle in streaming ad integrazione dell'offerta di spettacolo dal vivo e, soprattutto, farlo diventare un veicolo di promozione della cultura italiana all'estero. Per questo, 10 milioni di euro erano previsti nella norme di legge e sono stati stanziati da Cassa depositi e prestiti".

Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini durante il Question time di mercoledì 3 novembre 2021, rispondendo all'interrogazione sulle modalità di promozione della piattaforma digitale ItsArt e ai criteri di selezione del partner privato della medesima iniziativa (Molinari - Lega).

"Da questo momento, com'è giusto che sia - ha spiegato Franceschini - la politica e il Ministero sono usciti dall'operazione. La gara è stata fatta da Cassa depositi e prestiti, la scelta dei partner è stata fatta con la procedura competitiva; la scelta di CHILI, la costituzione della società e della governance è stato fatto tutto autonomamente, come giusto che sia. Non si può chiedere che la politica sia fuori e che però qualche volta resti dentro. È giusto che la politica sia fuori nelle scelte editoriali e nella governance ed è stato tutto affidato a Cdp, attraverso la nuova società che ha 51% Cdp e 49% CHILI".

"Chi è partito prevenuto - ha concluso il ministro - ha parlato di fiasco due giorni dopo la partenza. I numeri (che possono essere oggetto di valutazione): al 31 maggio 2021 ci sono stati 1.100.000 accessi in piattaforma, 3 milioni e mezzo di pagine visualizzate 100.000 utenti registrati, 95 milioni di visioni. Si può fare di più? Certo che sì. La piattaforma è partita da qualche mese, deve incrementare, concordo che va fatta più promozione, non spetta al Ministero farla ma ritengo che ci sia bisogno di una maggiore diffusione e di maggiore promozione affinché lo strumento conservi intatta tutta la sua validità".

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