Franceschini: "Ricomincio dall'antifascismo"

webinfo@adnkronos.com

"Ho scelto anche questa volta di venire il primo giorno da ministro dei Beni e delle Attività Culturali in un museo carico di valori e di simboli, il museo di via Tasso. Luogo carico di memoria dove furono torturate persone innocenti, antifascisti, persone colpevoli solo di avere una religione diversa. Credo che in questo momento in cui, troppe volte si tenta e si è tentato di trasformare le paure delle persone in odio, sia importante, proprio come ministro della cultura, cominciare da qua, perché non si perda la memoria: la memoria dell'antifascismo, del rispetto delle religioni, di chi ha il colore della pelle o una cultura diversa''. Il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini, esattamente come fece all'inizio del suo scorso mandato, ha scelto la sede simbolica del Museo Storico della Liberazione di via Tasso a Roma per queste sue prime dichiarazioni da titolare del Mibact. 

Un rispetto della diversità che, ha poi voluto sottolineare Franceschini, "E' quello che ha caratterizzato l'Italia per 70 anni. Allontanandosi poi il periodo del ventennio fascista si rischia di cancellare quei valori condivisi che sono stati i valori di avversari politici che si scontravano duramente ma sapevano riconoscere un tessuto di valori comuni, basato sull'antifascismo e sul rispetto delle diversità''.  

"Quando si cominciano a indicare le persone come nemiche per il colore della loro pelle, per la loro religione e per la loro provenienza c'è qualche cosa di pericoloso che va contrastato'', ha aggiunto Franceschini. Quanto all'intervenire sulla 'controriforma' di Bonisoli il ministro dei Beni culturali e del Turismo si limita a sottolineare: "Ci sarà tempo per parlare di questo''.