Franceschini riparte da Via Tasso: "Da Salvini solo odio e paura"

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Roma, 5 set. (askanews) - Come primo appuntamento pubblico da ministro della Cultura del Governo Conte bis, Dario Franceschini ha visitato nel pomeriggio a Roma il Museo della Liberazione di Via Tasso: "Oggi cominciare qui il percorso di chi deve occuparsi di cultura a nome del governo, in questo museo che è uno dei 6mila musei italiani, ma forse quello più significativo, il luogo dove furono torturate persone innocenti, antifascisti, persone perseguitate per la loro religione o il loro credo politico, è importante perchè bisogna ricordare quello che è capitato quando si semina odio", ha detto.

"C'è una frase di Mussolini del 1919, un secolo esatto fa: parlando ai primi Fasci di combattimento, il Fascismo è ancora all'inizio, in un discorso di Milano disse 'dobbiamo riuscire a trasformare la paura in odio'. Purtroppo - ha continuato il ministro - c'è qualcosa di molto attuale: utilizzare le paure, giustificate e comprensibili, degli italiani non per risolvere i problemi e spiegare, ma per alimentare un odio che dovrebbe poi trasformarsi in un consenso elettorale. Una cosa terribile alla quale abbiamo assistito e dobbiamo veramente voltare pagina. Parlo dei comportamenti del ministro Salvini, che guidava il Ministero dell'Interno e che anzichè rassicurare e proteggere ha alimentato odi e paure per più di un anno".

Per Franceschini "non si deve perdere la memoria dell'antifascismo, del rispetto delle religioni, delle pelli e delle culture diverse. Questo è quello che ha caratterizzato l'Italia per 70 anni, poi allontandosi il perido del ventennio fascista si rischia di smarrire quel ricordo. Si vedono episodi stupidi e violenti cancellare la memoria costitutiva di questa nazione, cancellare quei valori condivisi che sono stati i valori di avversari politici, che si scontravano duramente ma che sapevano riconoscere un tessuto di valori condiviso, basato sull'antifascismo e sul rispetto delle diversità. Quando si cominciano ad indicare le persone come nemiche, per la loro pelle, religione o provenienza, c'è qualcosa di pericoloso che va contrastato e per questo credo sia giusto che chi si occupa di cultura nel nostro Paese inizi da Via Tasso", ha concluso.